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Corriere della Sera (ed. Roma) – Unioni civili, sì fra gli applausi

di Maria Rosaria Spadaccino

L’aula Giulio Cesare approva la delibera. Marino: «Ora amore libero per tutti». Sì alla delibera, decisione a maggioranza, ma scoppia la polemica per il voto contrario di Forza Italia

Roma da ieri ha il registro delle unioni civili. La decisione dell’assemblea capitolina è stata presa a maggioranza, con 32 voti favorevoli dopo mesi di polemiche. Il provvedimento, voluto fortemente dal sindaco Ignazio Marino, è stato approvato dal centrosinistra e dal M5S, che ne sono anche promotori. Hanno votato contro Ncd, Fi ed Fdi. Si è astenuta la lista Marchini. Il documento porta la firma di Magi e Celli (Lista Marino), Raggi (M5S), Caprari (centro democratico) e soprattutto Imma Battaglia (Sel), storica attivista Lgbt, prima firmataria che spiega: «Per accedere a servizi e graduatorie la coppia deve avere almeno un anno di convivenza, questo è  uno degli emendamenti al provvedimento». Esulta il movimento Lgbt da decenni impegnato nella battaglia, ma il registro riguarda tutte le unioni di fatto. «L’approvazione di questa delibera rappresenta un fatto storico commenta Gianluca Peciola, capogruppo Sel – A Roma ci sarà un unico registro delle unioni civili per il riconoscimento delle coppie di fatto e delle famiglie gay, ovvero è questo il riconoscimento della parità dei vincoli affettivi al di fuori del matrimonio e dei diritti civili per tutte e tutti». Le unioni civili , ovvero la loro trascrizione, potranno essere celebrati nella sala Rossa per chi ne farà richiesta, spiega sempre un  emendamento. Così come accade per i matrimoni civili. Molto soddisfatto il sindaco Ignazio Marino: «A tutti i consiglieri che hanno votato a favore va dunque il ringraziamento della Giunta e mio personale, come pure un grazie speciale va alla presidentessa Valeria Baglio, che ha guidato i lavori con determinazione. Abbiamo così mantenuto fede agli impegni assunti. Ora mi auguro che con analoga energia l`aula proceda all`esame del bilancio 2015 e delle delibere sul patrimonio». Ma se la maggioranza esulta il centro destra, dopo aver provato nei giorni precedenti a bloccare con la provocazione la votazione della delibera, commenta negativamente. «Riteniamo che vi siano gravissime incongruenze nell’istituzione di questo registro – dice Lavinia Mennuni (Ncd) – ha qualcosa di ideologico che nulla ha a vedere con il comune. Roma intanto affonda ma avrà questa delibera». Per l’ex-sindaco Gianni Alemanno: «La messa in scena andata in onda sotto la regia del sindaco Marino, come già chiarito dal Viminale e dal Prefetto di Roma, è un’iniziativa contro la legge, che serve solo a illudere le persone e a indebolire le famiglie». Alemanno ricorda lo scontro di Marino con il prefetto Pecoraro per le trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero.

Corriere della Sera (ed. Roma) – Unioni civili, sì fra gli applausi
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