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Corriere della Sera – Gay Pride, Vendola ci mette la faccia

Ed. Roma, pag. 1, di Claudia Voltattorni – L’invito era: «Mettici la faccia». E lui ce l’ha messa. Due volte. La prima seria e con le strisce arcobaleno sotto gli occhi. La seconda sorridente, con le guance rigate dai colori e girata verso il suo vicino, anche lui con la faccia a colori. E promette di fare il possibile per esserci anche lui sabato in piazza della Repubblica quando alle 15 partirà la sfilata del Gay Pride edizione 2014. Nicola Vendola, il presidente della Regione Puglia e segretario di Sel, è uno dei 150 volti che hanno preso parte alla campagna del Roma Pride. Lui con il suo compagno Ed.

Per i primi 20 anni del Gay Pride romano, lo slogan è «Vediamoci fuori» e gli organizzatori sottolineano come, a parte Vendola e il suo compagno, tanti sconosciuti abbiano aderito: «Volontari del Pride – racconta il portavoce Andrea Maccarrone -, ma anche tanta gente semplice, normale che ha avuto il coraggio di uscire fuori, farsi vedere, che non ha più paura di nascondersi». Ecco perché è molta la rabbia degli attivisti romani per quello che succede dentro il Campidoglio. Proprio ieri, durante l’assemblea sull’omofobia, doveva essere discussa la delibera sulle unioni civili per la creazione di un registro anche a Roma. Ma in Aula Giulio Cesare il numero legale è mancato più volte facendo saltare la calendarizzazione del registro. Numerose le proteste di attivisti e consiglieri comunali. «Roma arriva buon ultima su una questione che altri hanno affrontato e risolto» dice Maccarrone. Il M5s ha lasciato l’aula per protesta, mentre i Radicali hanno scritto una lettera al prefetto: «Le delibere su unioni civili e testamento biologico spiega Riccardo Magi – dovevano essere discusse entro 6 mesi dal deposito, giacciono da anni con oltre 15mila firme dei cittadini: ho inviato alla presidenza un’autoconvocazione a norma di legge, ma se entro giovedì il presidente Coratti non convoca una seduta, scadrà il termine previsto per legge». L’Aula alla fine ha approvato la mozione delle consigliere Imma Battaglia (Sel) e Giulia Tempesta (Pd) che impegna il Campidoglio a sostenere i valori del Gay Pride. Intanto, ieri il governatore Nicola Zingaretti ha premiato i migliori video contro l’omofobia realizzati dagli studenti di 9 scuole del Lazio per il progetto Niso del Gay Center. E per il 2015 ha promesso il «più grande progetto italiano di impegno nelle scuole contro l’omofobia con oltre 50 scuole coinvolte».

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