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Delibere popolari “dimenticate” tutte le mobilitazioni dei Radicali.

Iervolino:«Basta con la democrazia simulata. Coratti faccia rispettare le regole». Epolis pag. 23 di Marta Rossi.

Nel corso delle ultime due consiliature oltre 90mila cittadini, con la loro firme, hanno promosso undici delibere d’iniziativa popolare. In otto casi, la delibera non è stata votata dal consiglio comunale. Una è stata approvata ma mai eseguita, e da ultimo, quella sul registro delle unioni civili è stata bocciata. Si tratta di una «Simulazione democratica – precisa Simone Sapienza, coordinatore
dell’iniziativa “Legalità e partecipazione” – Lo statuto del consiglio comunale è uno dei più avanzati d’Italia e dà ai cittadini alcuni strumenti che restano però lettera morta». I Radicali, insieme con tante realtà associative dei cittadini, si sono riuniti per una «battaglia comune », prosegue Sapienza.
SUBITO TRE OBIETTIVI, spiega Mario Staderini, consigliere al I municipio «La calendarizzazione di un consiglio straordinario per prendere visione di tutte le delibere di iniziativa popolare, chiediamo che la delibera già approvata in consiglio venga approvata e per finire chiediamo che sul sito vengano pubblicate le delibere, anche in corso di firme, di iniziativa popolare
». Un «ripristino della legalità al consiglio comunale» è quello che auspica Massimiliano Iervolino, segretario roma no dei radicali e primo firmatario della delibera sulle unioni civili. «La legalità è un punto forte fuori dall’aula, ma non dentro. Il presidente Mirko Coratti abbia il coraggio di far rispettare le regole». Iervolino punta poi il dito contro il difensore civico: «Dov’è finito l’avvocato
dei cittadini” È stato nominato dal presidente del consiglio comunale, anche se non avrebbe potuto farlo. Non è una figura imparziale, perché Ottavio Marotta è l’ideatore della Lista civica Veltroni per Roma, oltre a essere stato presidente di Musica per Roma dal 1999 al 2003».
Tante dunque, le delibere che si sono arenate in aula Giulio Cesare ma che sono state promosse da migliaia di romani. Come quella per dare il voto agli immigrati residenti, promossa dal Coordinamento per Roma solidale e democratica. Spiega Daria Pozzi: «Si tratta di due delibere, una per il voto passivo e una per quello attivo. Abbiamo raccolto più di ottomila firme due anni, abbiamo anche chiesto un incontro al sindaco che ce l’ha negato. Non abbiamo avuto alcun riscontro, nonostante l’ampia rosa di forze di ogni natura che ci ha appoggiato ». Ancora, la situazione delle due torri dell’Eur. Cristina Lattanzi, comitato salute e ambiente Eur. «Gli attori di questa storia sono il ministero delle Finanze e il comune. Si tratta di una vera e propria speculazione
». C’è anche il caso, però, di una delibera votata ma che è rimasta ferma in giunta. È il caso della mobilità su ferro a Roma est. «La delibera è stata votata ma mai rispettata. Prevedeva l’impegno da parte degli assessori competenti – dei Verdi, Rc e Pd – ad avviare entro un mese dalla sua approvazione un progetto partecipato per realizzare una linea ferroviaria tra Saxa Rubra e Tiburtina per decongestionare traffico e smog. Sono stati coinvolti sei municipi, quaranta comitati di quartiere, Italia nostra e WWF. Da allora, dalla giunta non è uscito nulla. E meno male che il sindaco è anche commissario straordinario per il traffico». Per sostenere questa battaglia, oltre a un

appello indirizzato al sindaco e al presidente del consiglio comunale, ci sarà anche una manifestazione il prossimo 28 gennaio in Campidoglio.

Delibere popolari “dimenticate” tutte le mobilitazioni dei Radicali.
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