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Detenuto marocchino si impicca a Rebibbia

Si è tolto la vita nel primo pomeriggio impiccandosi alle sbarre della sua cella di isolamento, nel braccio G12 del carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso. La vittima era un cittadino di origine marocchina di 31 anni, Chinane L..

IL FATTO – A quanto risulta al Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti Angiolo Marroni – che ha segnalato l’accaduto – l’uomo era stato condannato in primo grado a 3 anni e 10 mesi di carcere per un reato di natura sessuale, aveva presentato appello ed era in attesa di essere trasferito nel carcere di San Remo.

L’ISOLAMENTO – Sempre a quanto risulta al Garante, l’uomo era stato posto in isolamento perché aveva litigato nei giorni scorsi con gli altri detenuti nel braccio G9 e, un paio di giorni fa, aveva già tentato di togliersi la vita. Per questo motivo stamattina aveva avuto un colloquio con uno psichiatra.

IL COMMENTO – “Questa morte è la conferma di come, a volte, il carcere possa anche uccidere – ha detto il Garante dei diritti dei detenuti Angiolo Marroni – Credo che l’episodio di oggi conferma ancor di più la necessità di avere misure di supporto psicologico e di accompagnamento per quanti, soprattutto stranieri, entrano in carcere. Un mondo duro, – continua – difficile, che può schiacciare chi non è preparato ad affrontarlo”.

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