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Dico, scontro tra i gay e la comunità ebraica

A pochi giorni dal Family Day, scoppia la polemica tra il mondo dei gay e la comunità ebraica. “Non e’ tutto moralmente accettabile come nel caso dell’omosessualita’ maschile”. Ad intervenire sulle problematiche dei Dico è il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e lo fa su Shalom, il mensile della Comunita’ ebraica romana, che ne ha diffuso un’anticipazione. Di Segni, in apertura del suo lungo articolo, lamenta lo ”strano silenzio dei diversi esponenti dell’ebraismo italiano su un tema che e’ stato tanto dibattuto in Italia negli ultimi mesi”.

Eppure – spiega ancora – ”ci sono due buoni motivi perché questo silenzio debba essere rotto, anche se l’esposizione di questi motivi non trovera’ consenso nel pubblico prima di tutto ebraico e sollevera’ grosse discussioni. Ma e’ giusto che queste discussioni ci siano. Il primo dei due buoni motivi e’ esterno, nel senso che coinvolge la responsabilita’ dell ebraismo verso la societa’ esterna, l altro e’ interno, riguarda la struttura e il futuro della nostra comunita”’.

Dopo aver osservato che quanto contenuto nei Dico sugli omosessuali ”e’ una prima forma di riconoscimento legale” di queste unioni, Di Segni ritiene che questo (”non le convivenze in generale, quanto specificamente le coppie omosessuali maschili”) rientri ”in limiti ritenuti insuperabili”. Di Segni ricorda quindi un passaggio del Talmud Babilonese (Chulin 92b) nel quale ”si dice che tra i pochi limiti che le nazioni del mondo non hanno superato c’e’ quello che non hanno ancora consentito di scrivere la Ketubba’ (il contratto nuziale nel quale la sposa si impegna con lo sposo, ndr) ai maschi, anche se non stanno certo attenti a rispettare il divieto delle pratiche omosessuali”.

Il rabbino capo di Roma interviene poi sui problemi piu’ generali della famiglia e osserva che ”la societa’ cambia e la legge ne deve tenere conto”. Quindi, eccetto la riserva sugli omosessuali,”se il problema e’ la difesa dei deboli dobbiamo essere favorevoli; ma bisogna vedere se questo e’ veramente il problema,e se la legge proposta sia in grado di risolverlo”. ”E allora deve essere chiaro che se facciamo del dibattito sui Dico una bella questione di diritti civili non abbiamo ancora capito niente dei nostri veri problemi. E’ urgente – conclude il rabbino capo di Roma – una presa di coscienza di tutti e della leadership in particolare e l’inizio di una politica seria sul tema della famiglia”.

Durissima la reazione della comunita’ gay, che nella stessa giornata ha dovuto incassare anche il ”non invito” del ministro Bindi alla Conferenza nazionale della Famiglia. Rispondendo al rabbino, Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, ha parlato di ”razzismo anti-omosessuale, inaccettabile. Forse – ha aggiunto con un filo d’ironia – hanno dimenticato che insieme agli ebrei, nei campi di sterminio nazisti, c’erano anche degli omosessuali”. Grillini, sorpreso perche’ si e’ sempre schierato a difesa di Israele, ha fatto appello alla comunita’ di dissociarsi da Di Segni e di non partecipare al Family day: ”Sareste confusi con il fanatismo papista e con l’integralismo islamico che hanno gia’ aderito”.

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