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Dietro le quinte: grandi manovre nello Sdi

Ottaviano Del Turco
(Velino) – La lettera con cui Ottaviano Del Turco ha chiesto ai vertici dello Sdi un congresso socialista “come quello Radicale” ha alzato di molto la tensione nella piccola comunita’ di piazza San Lorenzo e Lucina, dove ha sede il quartier generale boselliano.Il presidente dell’Abruzzo con quella sua missiva ha di fatto messo in mora l’accoppiata Boselli-Villetti che guida il partito dal momento della sua nascita. A loro Del Turco chiede conto dell’operazione Rosa nel pugno, del come e’ stata condotta e fra le righe fa capire a Boselli che sarebbe il caso di farsi da parte come ha fatto il segretario Capezzone in casa Radicale. Una sorta di schema speculare che nei piani del leader abruzzese dovrebbe portare alla poltrona di segretario il presidente del consiglio regionale toscano Riccardo Nencini. Boselli, nei piani di Del Turco, dovra’ attendere di entrare al governo come ministro e sperare per questo in un rimpasto che porti dopo il varo della Finanziaria al Prodi bis. Un vero e proprio macigno nel piccolo stagno socialista, quello lanciato dal governatore d’Abruzzo. Che non poteva rimanere senza replica.

Cosi’, nel giro di qualche decina di ore, complice il fuso orario di Santiago del Cile dove Boselli e’ impegnato a seguire i lavori dell’Internazionale socialista, arriva la sua controproposta: si puo’ parlare della segreteria ma solo dopo che Boselli stesso sara’ entrato al governo. E in questo gli va in aiuto proprio lo statuto dello Sdi cambiato in occasione dell’ultimo congresso tenutosi a Fiuggi prima delle elezioni politiche. Una norma studiata ad hoc per garantire il passaggio del testimone tra lo stesso Enrico e l’amico di sempre, quel Roberto Villetti che nei piani iniziali avrebbe dovuto prendere la guida dello Sdi dopo che un buon risultato della Rosa avrebbe legittimato la presenza di ben due ministri, cioe’ la Bonino e lo stesso Boselli. Non ando’ proprio cosi’, ma la norma dello statuto vige ancora e fa proprio al caso: consente infatti in caso di dimissioni volontarie del segretario la sua sostituzione con il vicesegretario senza dover convocare un apposito congresso straordinario. Boselli si dovrebbe dimettere solo dopo essere diventato ministro, e solo allora Riccardo Nencini, diventato nel frattempo vicesegretario al posto di Roberto Villetti, sarebbe il nuovo segretario del partito. Un passaggio indolore, senza dover ricorrere a un congresso che in mancanza di scelte chiare sul futuro partito democratico si limiterebbe al solo cambio della guardia.

Intanto nella sede di San Lorenzo e Lucina gli avvocati dello Sdi gia’ pensano a come interdire l’uso del simbolo della Rosa nel pugno ai Radicali che ne sono legittimi titolari ma che in base ad un accordo siglato alla vigilia delle elezioni politiche non possono utilizzarlo senza lo Sdi prima del 2011. Adesso dallo Sdi sarebbero intenzionati a andare oltre e a cercar di inibire l’uso del simbolo ai Radicali anche per le semplici manifestazioni elettorali. L’ingresso dello Sdi nel Partito democratico avrebbe molto meno peso se la Rosa nel pugno rimanesse comunque sul mercato politico, e questo gli alleati maggiori della Margherita e soprattutto dei Ds lo sanno bene. Il segnale che l’aria e’ cambiata e che ora dallo Sdi si preparano a dar battaglia alla Rosa e ai Radicali lo hanno colto ieri nel Transatlantico di Montecitorio tutti quelli che intorno alle diciannove hanno visto Roberto Villetti intrattenersi a lungo e in disparte con il tesoriere dei Democratici di sinistra Ugo Sposetti. Fassino da par suo ha gia’ parlato con Boselli in quel di Santiago del Cile… (lac)

Dietro le quinte: grandi manovre nello Sdi
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