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«Dio posa il suo sguardo sull'embrione»

ROMA – «Gli occhi amorevoli di Dio si rivolgono all’essere umano, considerato nel suo inizio pieno e completo». Anche se «ancora informe nell’utero materno», «l’embrione è una piccola realtà ovale, arrotolata, ma sulla quale si pone già lo sguardo benevolo e amoroso degli occhi di Dio».

Benedetto XVI riprende il ciclo di catechesi durante l’udienza generale del mercoledì e, di fronte ad oltre 30mila fedeli, affronta il tema dell’embrione e «dell’azione divina all’interno del grembo materno», un «capolavoro che è la persona umana, pur percossa e ferita dalla sofferenza».

Parlando dell’embrione, il Papa ha sottolineato come «è vero, sono imperfetti e piccoli, tuttavia per quanto riescono a comprendere, amano Dio e il prossimo e non trascurano di compiere il bene che possono».

Dunque, «anch’essi – spiega il Papa – contribuiscono, pur collocati in posto meno importante, all’edificazione della Chiesa, poiché, sebbene inferiori per dottrina, profezia, grazia dei miracoli e completo disprezzo del mondo, tuttavia poggiano sul fondamento del timore e dell’amore».

«Estremamente potente – ha aggiunto il Pontefice – è l’idea che Dio di quell’embrione ancora informe veda già tutto il futuro: nel libro della vita del Signore già sono scritti che quella creatura vivrà e colmerà di opere durante la sua esistenza terrena».

28 dicembre 2005
«Dio posa il suo sguardo sull'embrione»
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