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Documento di ingresso alla Convenzione "laica, socialista, liberale e radicale"

 

Roma, 23 settembre 2005
Roberto Villetti, Daniele Capezzone, Marco Cappato, Gianluca Quadrana

 

IL NOSTRO PERCORSO

 

I Socialisti Democratici italiani, l’Associazione Coscioni, Radicali italiani e la Federazione Giovanile Socialista hanno intrapreso un percorso comune per la costruzione di un nuovo soggetto politico laico, socialista, radicale e liberale. Il primo impegno, dopo lo svolgimento della “Convenzione per le libertà di Fiuggi”, è quello della presentazione di un primo pacchetto di riforme nel campo dei diritti civili, delle istituzioni, dell’economia e della politica estera. Radicali e socialisti si impegnano a trasformare i singoli obiettivi in proposte anche legislative da depositare in Parlamento nelle prossime settimane.

 

Tali proposte rappresenteranno al tempo stesso il cuore delle nostre indicazioni programmatiche rivolte all’Unione, la base comune per l’azione parlamentare della prossima legislatura e le finalità per una mobilitazione popolare in grado di coinvolgere energie e risorse per la creazione di un nuovo soggetto politico.

 

UNA COMUNE MEMORIA PER UN COMUNE FUTURO

 

Tony Blair, Loris Fortuna e José Luis Rodriguez Zapatero sono i riferimenti scelti per un nuovo e creativo progetto per le libertà.

 

La cultura, laica, socialista, radicale e liberale appare oggi di rinnovata e urgente attualità. Risalendo alle radici, troviamo in un gigante della civiltà europea dell’Ottocento, John Stuart Mill, sia l’indissolubilità di libertà e di democrazia e la difesa dei diritti delle minoranze (e di quella maggioranza, “l’altra metà del cielo”, a lungo oppressa da oscurantismi e pregiudizi e tuttora, spesso, in situazioni di non parità), sia l’impegno a politiche di sostegno verso i ceti più deboli. Il liberalismo riformatore di Franklin Delano Roosevelt e quello di William Beveridge hanno profondamente influenzato, in un intenso dialogo ideale con il socialismo democratico nelle sue varie espressioni, a cominciare da quello di origine fabiana, il corso della storia del Novecento.

 

Rigetto di un’impronta marxista o di stampo statalista che ingabbi o mortifichi gli ‘animal spirits’ del capitalismo; accettazione dell’economia di mercato come necessario quadro per la piena valorizzazione della libertà e responsabilità individuale insieme alla messa in opera di politiche sociali; rifiuto di qualsiasi rapporto meccanico tra l’espansione della sfera pubblica e lo sviluppo della democrazia; questi sono i cardini di quella profonda revisione innovativa del socialismo che, soprattutto con Blair e con Zapatero, ne ha rinnovato e potenziato l’impatto politico e di governo, aprendolo al dialogo e alla convergenza con il liberalismo riformatore e il radicalismo.

 

In Italia, il cammino comune tra liberali e socialisti è già stato avviato da esponenti di rilievo dell’antifascismo, sostenitori di uno stato laico e attento al progresso sociale e civile, oltre che economico, dei ceti meno fortunati: da Gaetano Salvemini a Ernesto Rossi, da Piero Gobetti a Luigi Einaudi, da Carlo e Nello Rosselli a Eugenio Colorni, da Guido Calogero a Piero Calamandrei, da Mario Paggi a Norberto Bobbio e Altiero Spinelli. Tra i socialisti e i liberali c’ è chi, come i socialisti e radicali, Bruno Zevi e Loris Fortuna, considerarono necessario superare il regime concordatario per modernizzare i rapporti tra lo Stato e la Chiesa. Il sogno della vecchia tradizione socialista non marxista, “abolire la miseria”, fu la materia dell’opera più impegnativa di un liberale, radicale e federalista europeo come Ernesto Rossi.

 

Le grandi lotte nonviolente contro la violenza di regime trovano il loro storico emblema nella figura di Gandhi. In Italia il suo spirito si ritrova esplicitamente richiamato da Aldo Capitini, che contribuì alla fondazione del “Partito d’Azione” e che mise la ”giunta religiosa alla politica” – felice traduzione della crociana “religione della libertà” – tra i punti fermi di ogni volontà e iniziativa riformatrice. La ribellione civile, fondata sulla responsabilità individuale del cittadino e rigorosamente basata sulla nonviolenza, esprime una forte carica morale e un modello di agire politico essenziale per contrastare l’autoritarismo, le oligarchie del potere e i corporativismi che lambiscono e corrodono sovente i fondamenti delle società aperte e libere.

 

La difesa e valorizzazione del territorio, del patrimonio artistico e naturale costituiscono la frontiera sulla quale si trovò schierato Umberto Zanotti Bianco, amico di Gaetano Salvemini, in un impegno che anticipò in Italia le moderne battaglie riformatrici nel campo dell’ecologia e dell’ambiente.

 

Socialisti e radicali, forti delle esperienze unitarie maturate nelle lotte per l’estensione dei diritti civili e per l’introduzione in Italia del divorzio e della legalizzazione dell’aborto, hanno un grande patrimonio ideale e politico in comune, ancora da esplorare e da rendere operativo. Non ci si deve meravigliare ma considerare naturale che tornino oggi a incontrarsi, guardando assieme al futuro dell’Italia perché sia laica, equa e libera in un’Europa da costruire e in una “comunità delle democrazie e del diritto alla democrazia” che contribuisca a far crescere nel mondo sicurezza e pace con giustizia e libertà.

 

PROPOSTE DA DISCUTERE

 

 

1 – Divorzio breve: semplificazione delle procedure e riduzione dei tempi per l’ottenimento del divorzio.

 

2 – PACS/coppie di fatto: istituzione del registro delle unioni civili di coppie dello stesso sesso o di sesso diverso, senza assimilarle all’istituto del matrimonio. Possibilità di regolare per via contrattuale alcuni profili della vita in comune.

 

3 – Droga: riforma del testo unico sugli stupefacenti. Legalizzazione dei derivati della cannabis; sperimentazione della somministrazione controllata di eroina come avviene in Olanda e in Svizzera; uso terapeutico della marijuana. Revisione delle convenzioni internazionali sulle droghe.

 

4 – Aborto/Pillola del giorno dopo/RU486/Informazione sessuale e contraccettiva: possibilità di ricorso all’aborto farmacologico; facilitazione dell’accesso ai metodi contraccettivi e della pillola del giorno dopo.

 

5 – Ricerca scientifica e fecondazione assistita: libertà di ricerca e procreazione medicalmente assistita sul modello britannico.

 

6 – Eutanasia e testamento biologico: legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui non ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia puramente vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino.

 

7 – Prostituzione: legalizzazione, regolamentazione e controllo.

 

 

 

8 – Nuova rete di sicurezza sociale: intervento sull’attuale sistema di ammortizzatori sociali, con politiche attive del lavoro per favorire lo spostamento di risorse da settori e da imprese in declino a settori e a imprese con prospettive di sviluppo. Forme di sostegno alle persone, diverse da quelle che trasformano il sussidio di disoccupazione in un incentivo al lavoro nero.

 


9 – Nuove norme sulle politiche della ricerca/Università e ricerca: maggiore libertà alla ricerca scientifica sul “modello Blair”. Holding pubblica/privata per la ricerca applicata e sostegno pubblico per la ricerca di base.

 

10 – Università-ricerca: abolizione del valore legale del titolo di studio.

 

11 – Scuola primaria e secondaria: mantenimento del valore legale dei titoli di studio; rispetto del dettato costituzionale sulla libertà di istruzione privata senza alcun onere per lo Stato.

 

12 – Ordini professionali: riforma in senso liberale delle norme per l’accesso alle professioni.

 

13 – E-democracy:

 

– delega al Governo per l’introduzione del voto elettronico con la previsione di procedure di controllo pubbliche, ripetibili e verificabili dei relativi sistemi informatizzati, per la disciplina della sottoscrizione per via telematica delle liste elettorali, delle candidature e dei referendum popolari;

 

– delega al governo per la messa in rete di atti e attività istituzionali. Norme in materia di trasparenza degli atti comunali e istituzione dell’albo pretorio telematico;

 

– elaborazione di progetti nazionali e partecipazione a progetti internazionali per la digitalizzazione di archivi e biblioteche;

 

– il materiale pubblico – inclusi gli archivi istituzionali e della RAI – deve essere liberamente divulgabile (licenze creative commons o similari ) e i lavori istituzionali accessibili anche in modalità peer-to-peer;

 

– “libertà di parola”: investimenti e iniziative di adeguamento normativo per mettere a disposizione gratuitamente strumenti e tecnologie che aiutino i disabili nella comunicazione e nell’acquisizione e produzione di informazioni; aggiornamento della base di dati relativa alle strumentazioni informatiche e investimenti per mettere a disposizione gratuitamente le nuove tecnologie relative all’ausilio per i disabili;

 

– libertà di lettura: garantire la disponibilità dei libri in versione digitale per disabili e non vedenti;
– libertà in rete: abolizione della legge Urbani sulla criminalizzazione del peer-to-peer;

 

– no alla brevettabilità del software, sul quale comunque può essere fatto valere il diritto d’autore;

 

– libera conoscenza e creatività: abolizione della SIAE e ridefinizione paritaria del ruolo di autori; ed editori nella politica di gestione dei diritti sulle opere dell’ingegno e riduzione a 20 anni dei tempi dei diritti d’autore;

 

– adozione dei principi della “dichiarazione di Messina” e della “dichiarazione di Berlino” sull’accesso aperto alla letteratura scientifica e ai risultati della ricerca scientifica finanziata con denaro pubblico.

 

 

 

14 – Promozione globale democrazia: sostegno all’iniziativa della Community of democracies (verso l’“Organizzazione Mondiale della e delle Democrazie”) impegno italiano a finanziare il Democracy Fund delle Nazioni unite, anche per candidare Roma a far parte del Board of Directors del Fund stesso.

 

15 – Basta soldi ai dittatori: aumento del budget della cooperazione italiana allo sviluppo (prima fase: fino all’obiettivo dello 0,33%, e poi fino allo 0,7%), e contestuale messa in discussione di tutti gli accordi con i paesi che non rispettino le clausole su libertà e democrazia, diritti umani e civili. No alle politiche di embargo poiché il commercio favorisce la conoscenza reciproca degli stili di vita e delle culture, minando alla radice le società chiuse e autoritarie.

 

16 – (Italian and) European endowment for democracy: (fondo italiano e) fondo UE di sostegno alla promozione globale della democrazia sul modello del National Endowment for Democracy

 

17 – Armi di attrazione di massa: attività italiana ed europea per lo stanziamento, nei bilanci della Difesa, di fondi per attività radiofonica, televisiva e telematica a favore della promozione globale della libertà e della democrazia, nell’ambito di un progetto di graduale conversione delle spese e strutture militari in spese e strutture civili.

 

18 – Democrazia e mondo arabo: sostegno alle attività della società civile per la promozione della democrazia in Medio Oriente e in Africa. Lotta alle mutilazioni genitali femminili.

 

19 – Moratoria universale pena morte: rilancio della campagna per la moratoria, a partire dalla “coalizione africana”.

 

20 – Tribunale penale internazionale: sul piano interno, adeguamento normativo italiano allo Statuto della Corte; sul piano internazionale, sostegno all’operatività effettiva della giurisdizione internazionale.

 

21 – Politica Agricola Comune: graduale superamento delle politiche di sovvenzione, eliminando i sostegni ai prezzi a favore di misure limitate a sostegno dei redditi degli agricoltori ai fini della difesa del territorio. Eliminazione delle barriere ai prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo.

 

 

 

22 – Mezzogiorno: ripristino della legalità e contrasto del familismo amorale come criterio base per valutare le politiche specifiche a favore dello sviluppo. Rifiuto dell’assistenzialismo e organizzazione di servizi efficienti e promozione di infrastrutture utili per la formazione del lavoro e la crescita dell’attività imprenditoriale.

 

23 – Monitoraggio politico-elettorale: monitoraggio pre-elettorale ed elettorale del voto politico in Italia (inclusa la questione delle firme pre-elettorali).

 

 

 

24 – Amnistia

 

25 – Limitazione dell’obbligatorietà dell’azione penale

 

26 – Responsabilità civile dei magistrati

 

27 – Separazione delle carriere tra giudice terzo e pubblica accusa

 

28 – Carcerazione preventiva: norme dirette a evitare che diventi un’irrogazione preventiva della pena.

 

29 – Sistema sanzionatorio: attuazione effettiva della finalità rieducativa della condanna.

 

30 – Sistema elettorale CSM: riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, compreso il sistema elettorale, per evitarne la politicizzazione. A tal fine si può ipotizzare un’elezione singola per ciascun membro che scada in tempi diversi.

 

 

 

31 – Politiche di difesa del territorio: riassetto idrogeologico; recupero dei centri storici; sviluppo dei Parchi; tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; politiche di prevenzione dei danni derivanti da gravi eventi naturali (a partire dall’emergenza Vesuvio); nuova politica sull’edilizia (la “rottamazione degli immobili” evocata da Aldo Loris Rossi).

Documento di ingresso alla Convenzione "laica, socialista, liberale e radicale"
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