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E Casini ringraziò Rutelli per i Dico spariti

Casini saluta le «sue eminenze». Rutelli archivia i Dico: «Barra sulle priorità reali». Ruini ascolta attento.
Nell’aula magna dell’università Lateranense si presenta il libro del rettore Rino Fisichella: “Nel mondo da credenti. Le ragioni dei cattolici nei dibattito politico italiano”. La tesi: se i cattolici accettano di «ghettizzarsi» nella sfera privata, non pubblica e politica, si auto-marginalizzano. Ne discutono (con feeling) i “gemelli centristi” Rutelli e Casini. Modera Lucia Annunziata, che rivendica la scoperta del «fascino mediatico» del monsignore, anche cappellano di Montecitorio.

In sala ambasciatori, «generali delle forze armate», studenti e parlamentari («le pecorelle»). I rutelliani Lusetti e la sottosegretaria Cristina De Luca. Animato crocchio di centrodestra in prima fila: i forzisti Nando Adornato, Angelo Sanza, Angelino Alfano, l’Udc Luisa Santolini, l’aennino Maurizio Gasparri. «Storace e la Santanché vi hanno ricompattato – Sanza si rivolge a Gasparri – Lo dico a te che sei il più berlusconiano dei finiani..». Lui annuisce. «Io sono per l’unità del centrodestra, chi non la vuole ci indebolisce». Si giudicano infondate le voci che Giovanardi starebbe per andarsene dall’Udc. Gasparri invita tutti domenica ad Assisi per il suo «Arcipelago», convegno di associazioni e fondazioni di destra. Un signore si gli avvicina: «Si ricorda la questione delle zucchine?» chiede, si spera in codice.

Sul palco Casini si accalora: «Qualcuno denuncia che la Chiesa interferisce, che mostra prepotenza nel partecipare al dibattito politico. Io ritengo l’inverso. Dobbiamo esserle grati per il ruolo di supplenza che svolge nella spaventosa assenza della politica». E: «Quando un prete per malinteso ecumenismo apre la canonica alle preghiere islamiche mi cadono le braccia. No ai luoghi polifunzionali di culto».

La Annunziata: «Mi pare che Casini ha recepito con entusiasmo il libro, ma era scontato. È più difficile per Rutelli». Ma il vicepremier «condivide», salvo parlare di «stimolo» anziché «supplenza». Annunziata insiste: «La scomparsa del ddl sui Dico è dialogo o fallimento?». Rutelli argomenta: «È nota la mia opinione sull’ordine delle priorità, prima una buona legge sulle famiglie, poi le convivenze. Bisogna tenere la barra sulle priorità reali del Paese». Casini si infila: «I Dico non esistono più perché non c’è una maggioranza, grazie anche a persone come Rutelli che con lungimiranza hanno liquidato il testo». L’interessato sfoglia gli appunti. Conclude: «Entrambi i poli dovrebbero far sentire i cattolici a casa propria, senza che debbano rinunciare a una virgola delle proprie convinzioni».

Battibecco Annunziata-Casini. Lei: «Al bar si parla dei leader della CdL che vanno al Family Day ma hanno certe situazioni…». Lui: «È una domanda stupida. Non era una piazza di santi, ma il relativismo etico è l’anticamera del nichilismo». Fisichella benedice la sala: «Posizioni partiticamente differenziate giungono a complementarità di visione perché si parla delle nostre cose». 

E Casini ringraziò Rutelli per i Dico spariti
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