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ESENZIONE ICI PER GLI IMMOBILI DELLA CHIESA CATTOLICA: COME INTENDE FAR FRONTE IL COMUNE DI ROMA?

Mentre il Governo si appresta a varare una finanziaria notevolmente penalizzante per gli enti locali – si parla di tagli del 6,7% – è in arrivo una vera e propria stangata per le casse dei Comuni. Ci riferiamo alla norma contenuta nel D.L. 163, varato dal Governo il 17 agosto scorso, approfittando del calo di attenzione ferragostano; in particolare l’art. 6 prevede un ampliamento notevole dell’esenzione dal pagamento dell’ICI per la Chiesa cattolica, esenzione limitata attualmente dalla legge ai soli immobili destinati ad attività di religione o di culto (per intenderci le Chiese) e da oggi estesa anche agli immobili utilizzati per le attività di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura se connesse a finalità di religione o di culto.
Quindi stop al pagamento dell’ICI dal 2006 per un notevole numero di immobili: oratori, scuole cattoliche dalle rette salatissime, case di cura, ospedali cattolici, case di accoglienza dei pellegrini non proprio a buon mercato e così via. 
Proprio in questi giorni il decreto è in discussione al Senato e la Commissione Bilancio sta accertando – è stato chiesto espressamente al Governo di fornire chiarimenti – il rispetto dell’art. 81 della Cost., che stabilisce che tutte le leggi che impongono nuove o maggiori spese devono stabilire le risorse per farvi fronte, infatti non è indicato nel decreto, ed esiste molta incertezza, sul “costo” per i Comuni e quindi per i cittadini italiani di questo ennesimo “regalo” governativo alla Chiesa.
Il danno economico per il Comune di Roma, se questa norma venisse approvata sarebbe enorme, basti pensare al numero di immobili di proprietà ecclesiastica utilizzati per le suddette attività, danno che lieviterebbe in maniera esponenziale se dovessero arrivare richieste di rimborso, qualora la norma contestata avesse anche efficacia retroattiva, come pare essere.

L’Associazione Radicali Roma intende informare d’ora in avanti i cittadini di quanto sta accadendo a loro insaputa, e chiedono al Sindaco Veltroni come  il Comune di Roma intenda far fronte a questa notevolissima riduzione di entrate che necessariamente si tradurrà in una diminuzione dei servizi per i cittadini e, se non peggio, in un aumento della tassazione comunale a loro carico.                                                                                                                              

Associazione Radicali Roma
 
www.radicaliroma.com

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