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Ferrero-Bindi, scontro sui gay.

«Non condivido la scelta del ministro Rosy Bindi di non invitare le organizzazioni omosessuali al convegno sulla famiglia. Ritengo pertanto che nemmeno la mia partecipazione sia opportuna». È quanto ha detto il ministro Paolo Ferrero dopo la decisione della sua collega di governo di escludere le associazioni gay dalla Conferenza nazionale sulla famiglia che si terrà a fine mese a Firenze.

ALTRE SEDI – «I temi dei diritti di cittadinanza di tutti i cittadini al di là del loro orientamento sessuale e delle loro scelte di vita, avranno evidentemente altre sedi di discussione. Per quanto mi riguarda – ha detto Ferrero – sono impegnato come ministro della Solidarietà Sociale a promuovere una legge che fissi i livelli essenziali di assistenza per tutti i cittadini a partire da coloro che non sono autosufficienti». «Ritengo infatti – ha osservato ancora il ministro – che la definizione di diritti certi ed esigibili per ogni cittadino, al di là che viva in famiglia o meno, a partire dai soggetti più deboli come i bambini o i non autosufficienti, sia il vero salto di qualità per costruire un welfare moderno».
PRC – Tutta Rifondazione comunista appoggia la posizione del ministro. «Se il governo non invita le associazioni che rappresentano i gay al convegno di Firenze sulla famiglia – dice il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore – Rifondazione non parteciperà per protesta». Quindi non sarà solo Ferrero a disertare l’appuntamento, ma «il partito nella sua interezza». Il Prc considera infatti il mancato invito alle associazioni omosessuali «un atto lacerante, che in qualche modo compromette anche il lavoro importante che si sta facendo a livello parlamentare sulle unioni di fatto».
Ferrero-Bindi, scontro sui gay.
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