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Finanziaria più leggera per Comuni ma minori risorse per le Regioni

ROMA – Il governo è pronto ad ammorbidire i tagli agli Enti locali: meno tagli ai Comuni (dal 6,7% al 5,2%), ma conto più salato per le Regioni (i tagli in questo caso sarebbero in aumento dal 3,5% al 4,9%).

L’ipotesi di una diversa modulazione dei trasferimenti a Enti locali e Regioni è stata messa a punto durante un vertice, conclusosi ieri sera tardi, fra il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas, e i rappresentanti Enti locali della Cdl.

Con Vegas erano presenti Valducci e Napoli (Fi), Collino e Poli Bortone (An), Graziano e Canapini (Udc). A loro il sottosegretario ha assicurato che il governo valuta positivamente una diversa modulazione dei tagli ai trasferimenti agli Enti locali.

Il pacchetto di correzioni suggerito dalla Cdl comprende anche i piccoli Comuni. La stesura originaria della Finanziaria prevede l’esclusione dai vincoli del Patto di stabilità per i Comuni fino a 3.000 abitanti: Vegas ha assicurato che il governo è pronto ad allargare la soglia di esclusione ai Comuni fino a 5.000 abitanti, il che comporterebbe aggravi di spesa per 150 milioni di euro.

Più problematico si presenta un altro capitolo affrontato nel vertice: la revisione del Patto di stabilità rispetto agli investimenti. Si tratta di una “voce” sulla quale puntano molto le Regioni ma per la quale sono necessarie risorse cospicue: su questo punto il vertice ha deciso di aggiornare la riflessione.

Finanziaria più leggera per Comuni ma minori risorse per le Regioni
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