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I "CONTENUTI IRRINUNCIABILI" DEL CARD. RUINI: LA PROLUSIONE "ELETTORALE" DEL PRESIDENTE DELLA CEI

La prima e più ampia parte del suo intervento il cardinale l’ha dedicata a un vero e proprio panegirico dell’enciclica papale Deus caritas est, seguita da brevi accenni alla preparazione del Convegno ecclesiale italiano che si terrà a Verona in ottobre e al ricordo di don Andrea Santoro, sacerdote della diocesi di Roma, ucciso in Turchia. Esauriti questi passaggi, strettamente ecclesiali, il cardinale è entrato nel vivo dell’attualità italiana.
Innanzitutto il “vivace dibattito su un eventuale insegnamento della religione islamica nelle scuole pubbliche”. Per Ruini ciò può avvenire solo a condizione che quell’insegnamento non sia in contrasto con i contenuti della nostra Costituzione, “ad esempio riguardo ai diritti civili, a cominciare dalla libertà religiosa, alla parità tra uomo e donna e al matrimonio”. E poi, ha precisato Ruini, “bisognerebbe assicurarsi che l’insegnamento della religione islamica non dia luogo di fatto a un indottrinamento socialmente pericoloso”. Con ciò chiudendo ogni spazio alla possibilità di introdurre il Corano a scuola .
Ruini si è poi rallegrato per “la sentenza con la quale il Consiglio di Stato, il 15 febbraio, ha respinto un ricorso che chiedeva la rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche, con una motivazione che supera la fallace antinomia tra la portata religiosa di questo simbolo e la sua capacità di esprimere il fondamento dei valori civili propri della nostra nazione”.
Sull’Iraq il cardinale ha manifestato la sua preoccupazione per il pericolo di una guerra civile”, ma ha sorvolato sul giudizio etico nei confronti di una guerra illegale appoggiata dal governo italiano in carica, e dallo stesso cardinale che sostanzialmente benedì la cosiddetta “missione di pace” del nostro paese a Nassiriya.
Infine, le imminenti elezioni politiche in Italia. “Abbiamo già precisato il nostro atteggiamento – ha detto Ruini – che è quello di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito, e allo stesso tempo di riproporre agli elettori e ai futuri eletti quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana”. Pur con questa premessa Ruini ha invitato a prestare “speciale attenzione” ad “alcune fondamentali tematiche antropologiche ed etiche, come quelle del rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e del sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio”. Potendo apparire non sufficientemente chiara questa “indicazione di voto”, Ruini suggerisce di andarsi a leggere i “criteri di orientamento da porre soprattutto in rapporto con i programmi delle diverse forze politiche”, elencati nella Nota dottrinale (una sorta di manuale Ratzinger) della Congregazione per la Dottrina della Fede. E, se le “indicazioni” del presidente non fossero state sufficientemente chiare, giovedì 24 marzo è arrivato il rinforzo di Avvenire, il quotidiano della Cei. Un’intera pagina di attacco al Partito dei Democratici di Sinistra, inaffidabile, secondo il giornale, su temi cruciali come le politiche familiari, l’aborto, la fecondazione assistita, i Pacs e le unioni gay.

I "CONTENUTI IRRINUNCIABILI" DEL CARD. RUINI: LA PROLUSIONE "ELETTORALE" DEL PRESIDENTE DELLA CEI
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