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I radicali: «Liberalizziamo la vendita dei farmaci di fascia C»

  Il ministro Bersani «batta un colpo sull’affossamento annun­ciato al Senato della proposta appro­vata alla Camera di liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C con ricetta. Altrimenti è pronto un quesito referendario per abrogare il sistema di distribuzione vigente». A chiedere una presa di posizione al mi­nistro che lavora alle liberalizzazioni sono la segretaria di Radicali italiani, Rita Bernardini e il deputato radicale della Rosa nel pugno, Sergio D’Elia. «In questi mesi – dicono Bernardini e D’Elia in una nota congiunta – hanno parlato solo il ministro della Salute Livia Turco, i cosiddetti liberal-liberi­sti del centrodestra e la potentissima lobby dei farmacisti titolari che, all’unisono, hanno decretato la morte di questa piccola riforma liberale nel sistema anacronistico delle farmacie. Intanto – continuano – il ministro Bersani, al di là di annunci o auspici di future “lenzuolate liberalizzatrici” o di referendum, non ha mosso un dito per difendere al Senato l’emenda­mento D’Elia approvato alla Ca­mera». «Anzi – accusano i radicali – ha lasciato fare, tant’è che l’emenda­mento soppressivo della liberalizza­zione della fascia C è stato presentato dal senatore Egidio Banti, relatore di maggioranza sul Bersani-ter e supporter della candidatura di Enrico Letta, il modernizzatore, alla segrete­ria del Partito democratico». Alla luce di questi fatti, dicono Bernardini e D’Elia, «nel governo ha vinto la linea Turco, succuba di Federfarma, il cui presidente Giorgio Siri si è anche van­tato pubblicamente di avere finan­ziato equamente parlamentari e gruppi sia della maggioranza sia dell’opposizione. Per questo – annun­ciano i due politici radicali – è già pronto un quesito referendario abrogativo del sistema feudale della pianta organica delle farmacie, che verrà de­positato in Cassazione un minuto dopo l’affossamento al Senato dell’emendamento D’Elia». E a con­ferma del loro impegno su questo fronte, i Radicali italiani aderiscono alla manifestazione davanti al Senato organizzata per questa mattina dalla Federazione degli esercizi farmaceu­tici (Fef) e dall’Associazione nazio­nale parafarmacie italiane (Anpi), insieme ad altre associazioni di farmacisti non titolari.

 

 

 

Le principali associazioni dei far­macisti non titolari e dei titolari di parafarmacie sono pronte a depositare un pacchetto di quesiti referendari pro-liberalizzazioni. Per chiedere, tra l’altro, l’abolizione della pianta orga­nica delle farmacie – il “numero chiuso” – e l’abolizione del prezzo fisso per i farmaci di fascia C. La Federazione esercizi farmaceutici (Fef) e l’Associazione nazionale parafarmacie italiane (Anpi) sono infatti decise a presentare i referendum «qualora la commissione Industria del Senato decidesse di sopprimere o abrogare» l’articolo del decreto Bersani che con­sentirebbe la vendita fuori dalle far­macie dei farmaci di fascia C con ri­cetta.

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