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Immigrazione, Magi (Radicali): Dopo sgombero Ponte Mammolo decine di persone allo sbando, sarà Giubileo del "decoro" o della misericordia? Indispensabile un 'centro di transito' nella Capitale

Dichiarazione di Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma

Il sopralluogo che abbiamo effettuato oggi a quel resta dell’insediamento di Ponte Mammolo dopo lo sgombero conferma le nostre preoccupazioni sulle modalità e le conseguenze dell’operazione voluta da Roma Capitale d’intesa con la Prefettura. Diverse decine di persone, infatti, continuano a sostare nell’area circostante, cercando invano riparo dal caldo insopportabile all’ombra degli alberi o sotto un cavalcavia, tra rifiuti e sporcizia di ogni genere. Alcuni di loro hanno confermato di non aver potuto recuperare i propri effetti personali dalle baracche, poiché non erano stati avvertiti dell’imminente sgombero. Inoltre, dalle testimonianze che abbiamo raccolto, molti di coloro che fino a ieri risiedevano nel campo in queste ore vagano alla ricerca di una sistemazione e, se non ne troveranno una migliore, con tutta probabilità torneranno a Ponte Mammolo per la notte.

Sappiamo quanto sia difficile gestire e superare situazioni complesse come quella di Ponte Mammolo: ma proprio per questo non comprendiamo perché l’Amministrazione non abbia coinvolto in questo percorso le organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti dei migranti e dei profughi, né le associazioni che da oltre un decennio offrono tutela e assistenza ai tanti che negli anni hanno vissuto o sono transitati da quel centro. Una scelta che a nostro avviso va chiarita, insieme ad altri aspetti dell’operazione sui quali presenteremo un’interrogazione all’Assessore Danese per sapere se sia stato assicurato il rispetto delle procedure previste in caso di sgomberi forzati, quali contatti preliminari siano intercorsi con le comunità presenti, le organizzazioni internazionali e le associazioni, e quali siano stati i costi dell’intervento.

Azioni come queste continuano ad intensificarsi in vista del Giubileo, ricordiamo, sarà dedicato “alla misericordia” e non al “decoro”. Ricordando cosa accadde nei mesi precedenti del Giubileo del 2000, con azioni disastrose sul piano sociale ed economico,  da parte nostra, non possiamo che ribadire la necessità di avviare al più presto una riforma del sistema di accoglienza nella nostra città, nella direzione di un modello che garantisca diritti e inclusione ai rifugiati e ai richiedenti asilo; ma anche l’urgenza di istituire un ‘centro di transito’ per le centinaia di persone che fanno tappa a Roma in viaggio verso il nord Europa, così da garantire loro una prima assistenza, un letto, pasti, bevande e medicine come avviene a Milano da oltre un anno: un passaggio obbligato per la Capitale, per cui già esiste l’accordo con la Prefettura.

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