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Interessi e pignoramenti, piaghe della Capitale

Comprare casa a Roma (e riuscire a pagarla) oggi è molto difficile. A quella che è una percezione ormai ampiamente diffusa tra i cittadini della Capitale, si affiancano ora una serie di dati, a volte incerti, altre volte invece inequivocabili. È il caso dei pignoramenti, saliti del 10 per cento: si è passati da 125 operazioni al giorno a 138.

INSOLVENZA – L’Adusbef attacca, per voce del suo presidente Elio Lanutti, il sistema bancario: “Non c’è da sorprendersi, alcuni mutui sono aumentati fino a tremila euro l’anno. Le famiglie non riescono a pagare”. L’impennata delle rate sarebbe la causa del 70 per cento delle esecuzioni immobiliari. Secondo l’Abi (Associazione bancaria italiana) l’aumento dei pignoramenti invece ha altre cause, non ancora del tutto chiare.

PIÚ TEMPO, MENO SOLDI – Esiste un dato inconfutabile che lascia pensare: a rivolgersi alla magistratura sono quasi sempre le banche, che “costituiscono il 90 per cento dei creditori”. Parola di Tommaso Sciascia, presidente della IV sezione del Tribunale civile. Quali che siano le cause, il dato di fatto è che la gente non riesce più a stare dietro al mutuo. “Si può chiedere la rinegoziazione – propone Cesare Caletti, super-manager di Capitalia e presidente per il Lazio dell’Abi – prolungando la durata e abbassando le rate, dato che le penali non ci sono più”.

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