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La Capitale che lavora: donne e disabili in difficoltà

Roma, 6 giugno 2006 – Disabili discriminati sul posto di lavoro, impiegati over 50 relegati a mansioni poco stimolanti, scarso aggiornamento professionale, ma anche una maggiore presenza femminile all’interno delle aziende.
E’ un ritratto con qualche luce e molte ombre quello che viene fuori da “Competenza per competere”, lo studio sull’occupazione messo a punto dalla Confservizi Lazio in collaborazione con la Uil di Roma e l’Onlus San Giuseppe Moscati.

La ricerca si inserisce all’interno progetto V.A.R.C.O. – Valorizzazione – Adeguamento Riconoscimento Competenza degli Occupati – finanziato dalla Regione e attivo dal 2005 proprio per migliorare la vita di chi lavora.
Obiettivo, far emergere le situazioni di emarginazione, disparità o isolamento nell’ambito professionale cercando anche di individuare le modalità per prevenirle.
Dieci le aziende coinvolte nello studio, tutte attive nel settore pubblico capitolino, e molti i lavoratori che sono stati invitati, tramite test e colloqui, ad esprimere ‘gioie e dolori’ delle loro mansioni.

Tanti i dati significativi messi in luce dalla ricerca. Emerge, prima di tutto, il disagio dei diversamente abili e dei dipendenti a bassa scolarità: entrambi sono senza dubbio le categorie più deboli e a rischio di emarginazione.
Fra gli aspetti che non lasciano ben sperare anche la scarsa valorizzazione degli occupati senior: chi ha superato il mezzo secolo è spesso tagliato fuori dalle iniziative di formazione.

Molti punti critici ma anche qualche dato positivo. Tra questi, in particolare, la maggiore attenzione del mangement al contributo ‘rosa’ nell’ambito aziendale.
“Le donne possiedono spesso un livello di scolarità più alto dei loro colleghi maschi – ha detto in proposito Rosa Tibaldi, assessore al Lavoro e alle Pari Opportunità della Regione – ma sono vittime della discriminazione di genere e fanno ancora molta fatica a raggiungere posti di vertice”.
“Per questo motivo – ha continuato la Tibaldi – il sindaco Walter Veltroni ha deciso di riservare a loro il 50% dei posti dirigenziali all’interno delle imprese comunali”.
Non solo. “Ci muoveremo – ha concluso l’assessore – anche per innalzare l’obbligo scolastico fino a 16 anni perché con la formazione non si può giocare al ribasso”.

Altro passo in questo senso sarà la creazione entro la fine del 2007 di una banca dati all’interno del sito del V.A.R.C.O. – www.progetto-varco.net – che funzionerà da punto di raccordo tra chi cerca un’occupazione e chi la offre. Qui infatti i lavoratori potranno inscriversi gratuitamente descrivendo le loro abilità e proponendole alle imprese.

Ma la ricerca avrà anche una fase due, come ha spiegato Giuseppe Labarile, presidente di Confservizi Lazio: “Abbiamo intenzione di estendere lo studio all’intera regione così da avere un quadro completo delle situazione nel nostro territorio”.
Insomma, conoscere da vicino il mondo delle aziende per intervenire dove serve e rendere il lavoro più piacevole e qualificato.

La Capitale che lavora: donne e disabili in difficoltà
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