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La Capitale vista con gli occhi di un inglese…

Roma, 7 maggio 2006 – Un nostro lettore e internauta inglese, Mario Michel Manzella, ci scrive una mail, che noi volentieri pubblichiamo, in cui denuncia la situazione di sporcizia del centro storico di Roma. Con gli occhi di uno che abita questa città da anni, ma che contemporaneamente riesce a “guardarla” dall’esterno, come la vedesse per la prima volta, spiega in maniera molto semplice quali siano secondo lui i motivi per cui il centro storico non riesce ad essere pulito come il cuore delle principali città europee. A lato, le foto che ci ha inviato Manzella.

“Voglio precisare – scrive il nostro lettore – che amo pazzamente il centro storico, e trascorro, passeggiando e usando i mezzi pubblici, tantissime ore ogni settimana, osservando, studiando, apprezzando, analizzando, fotografando, ammirando, ma anche digerendo, nel frattempo, tutti i giorni, scene deplorevoli, umilianti, indegne e sconcertanti, che NON si verificano in altre capitali. Sì, si sta facendo molto, ma è vero che c’è anche una contro corrente che sicuramente oscura, annulla, affonda miglioramenti. Il centro storico, e anche la città intera, non potrà MAI essere pulita come le altre capitali europee, ma anche del mondo (ne ho viste 53 negli ultimi 25 anni), se non si cambiano alcune cose. Ne menziono due: i cestini a Colle Oppio, i Giardini di Piazza Vittorio, come in tutta la città non possono essere quelli che sono stati installati 40 anni fa quando Roma aveva la metà della popolazione, il decimo dei turisti, zero immigrati (legali ed illegali, che abbandonano migliaia di bottiglie ed altro ovunque). Questi NON sono più sufficienti, adeguati al 2006. Non sono neanche adeguatamente istallati in tutto il territorio del centro storico (fate delle passeggiate a Via del Corso, Via Vittorio Emanuele Orlando, per citarne alcune). Quando, da buon cittadino, ho segnalato l’assenza di cestini in alcune strade del centro storico, mi è stato detto che per ragione di “decoro” non possono metterli, quindi si deve dedurre che è meglio avere spazzatura per decoro!
Secondo punto (ma ce ne sono tanti altri!) che mi sta al cuore: le bancarelle. Giorno per giorno vedo il loro numero aumentare, e non si salvano neanche i gloriosi monumenti. Proprio ieri ne ho visto una nuova proprio davanti a Santa Maria Maggiore (sono una delle tante cause del degrado (vedere la foto allegata) che toglie il diritto di ammirare opere irripetibili nel mondo). Bene, se proprio devono esistere nel centro storico (lo dubito in assoluto), le persone, stranieri o italiani, non devono avere SOLTANTO il diritto di lavorare, ma anche l’obbligo di tenere il posto pulito. Io ho spesso segnalato la situazione, quando riesco a trovarli, ai vigili, per sentirmi dire che NON è di loro competenza. Ma se non è loro allora di chi è? Le bancarelle devono essere obbligati a tenere sotto i banchi il cestino dove mettono tutta la loro cartaccia man mano che se ne disfanno, altrimenti ce li ritroviamo, appena arriva un po’ di vento, sui marciapiedi e sulle strade.
Per oggi mi limito soltanto ad una terza ragione per cui la città non sarà MAI pulita: centinaia di migliaia di manifesti per le elezioni. Mi chiedo, anzi si chiedono le persone che hanno una certa logica! è proprio del tutto necessario, quando si può pubblicizzare al cinema, nei giornali, sulle riviste, sui mezzi pubblici, volantini (anch’essi nel mirino del deplorevole costume!), su internet, in TV, alla radio, imbrattare la città di manifesti (spesso 30 uguali sullo stesso marciapiede), che non fanno nulla altro che sporcare la città, creare distrazioni per gli automobilisti (spesso fatali!), nascondere pezzi di muro che poi vengono riempiti di graffiti continuamente? In quest’ultimo contributo citato, è il Comune che accuso. Sono proprio loro i primi a non amare ed apprezzare la città storica.”

La Capitale vista con gli occhi di un inglese…
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