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La Chiesa: Veltroni o Alemanno?

Ruini questa volta non prenderà posizione a favore del centrodestra. Piuttosto è probabile che rimanga neutrale. Le elezioni comunali di domenica prossima a Roma sono un fattore di discontinuità nella strategia politica del vicario del Papa. Il cardinale e i vertici della diocesi hanno capito che difficilmente, a meno di sorprese, Alemanno arriverà al ballottaggio. Veltroni gode di un vantaggio considerevole e, anche se la Chiesa a Roma è in grado di spostare l’8-10% dei consensi, il Laterano non intende sposare in toto le tesi di Alemanno. Un calcolo di opportunità, di cosiddetta Realpolitik più che altro.
Va anche detto che Veltroni in questi anni è stato capace di mantenere eccellenti rapporti con la Cei. Ha favorito la costruzione di nuove chiese, ha sostenuto l’azione degli oratori e dei gruppi di volontariato, ha avuto un ruolo di primo piano nel gestire l’afflusso dei pellegrini a Roma nei giorni del decesso di Giovanni Paolo II e dell’elezione di Benedetto XVI. Insomma, è stato ed è un ingranaggio fondamentale nel meccanismo che fa dei Roma il centro della Cristianità.
Va detto poi che la pattuglia di politici che hanno un passato nel cattolicesimo militante è più nutrita nel centrosinistra che nel centrodestra. Guardiamo il caso di Amedeo Piva, che i partiti della maggioranza hanno voluto a capo della lista dell’Ulivo. Un passato nell’associazionismo cattolico che gli può garantire un buon bacino di voti. Accanto a lui c’è Donatina Persichetti, vicina a Silvia Costa, per anni nella Cisl ed esperta di problemi della scuola. Su di lei dovrebbero convergere gran parte dei voti femminili del centro sinistra, tanto che in suo onore oggi alle 17 è stato organizzato un incontro con gli elettori alla Sala Umberto a cui parteciperanno, oltre alla Costa, il vicesindaco Garavaglia, la deputata Paola Binetti, il sottosegretario Cristina De Luca.

Abile mossa è stata anche la creazione della lista “Moderati per Veltroni”, dove sono confluiti i Popolari-Udeur, che tra le sue fila vede Alberto Michelini, da sempre vicinissimo al Vaticano e il giovane Mirko Coratti, entrato giovanissimo nella politica attiva occupandosi dei problemi del territorio ed in particolare del disagio sociale e degli anziani. Stasera Coratti sarà presentato agli elettori da Marco Verzaschi e da Francesco Borgomeo, entrambi Udeur, in un happening all’hotel Hassler dalle ore 18. Nel centro destra è soprattutto l’aspirante sindaco Gianni Alemanno a contare sul voto cattolico. Frequenti i suoi incontri con don Gelmini e con esponenti della parrocchie soprattutto di Roma nord. Il suo passato di esponente dell’estrema destra sembra dimenticato, ma non basta. In realtà, quello che a Roma era il serbatoio del voto cattolico, l’Udc, si è prosciugato dopo il passaggio con il centrosinistra di Marco Di Stefano. Soprattutto la galassia dei tanti movimenti cattolici che affollano la capitale sembra preferire la certezza di quanto ha fatto Veltroni piuttosto che dover ricostruire una serie di nuovi rapporti istituzionali in caso di vittoria di Alemanno.
R.R.

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