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La Repubblica (ed. Roma) – Ma la maggioranza parte all'assalto "Martedì approviamo le unioni civili"

di Giulia Cerasi

Tagli agli emendamenti sulla delibera. L’opposizione si appella al prefetto

Il Sindaco Marino lo aveva promesso in campagna elettorale, la maggioranza (ma anche il M5S) aveva fatto a gara per mettere la prima firma sulla proposta. E da martedì il registro delle unioni civili potrebbe diventare realtà anche a Roma. Se tutto fila liscio, l’assemblea capitolina dovrebbe dare il disco verde alla delibera che riconosce le coppie di fatto, sia eterosessuali sia omosessuali, nella prossima seduta. Se tutto fila liscio, appunto. Perché l’incognita non è solo sui tempi (il via libera potrebbe slittare a mercoledì). Ieri il centrodestra ha presentato una diffida al prefetto Giuseppe Pecoraro per la “tagliola” che ha giudicato inammissibili circa 7mila, tra ordini del giorno ed emendamenti, presentati dalle opposizioni. A “rimanere in vita”, dopo il parere degli uffici, sono stati 83 ordini del giorno ( su 5800 depositati ), già votati durante la seduta di ieri, e circa 200 emendamenti (su 1600), che saranno discussi martedì. «Ho predisposto una diffida al prefetto per contrastare questa scelta – spiega il consigliere forzista Dario Rossin – La delibera è inefficace dal punto di vista giuridico in quanto si inserisce in una materia di esclusiva competenza parlamentare. Con la decisione di tagliare ordini del giorno ed emendamenti – continua Rossin – la sua vulnerabilità è aumentata anche sotto il profilo  formale poiché in contrasto con le disposizioni del regolamento capitolino». Dello stesso parere Davide Bordoni, coordinatore romano di Fi, che parla di «un’amministrazione che sta calpestando ogni diritto e procedura, dimostrandosi incompetente e ottusa», e Gianni Sammarco, deputato e coordinatore romano di Ncd: «La delibera è una scatola vuota e non può essere approvata a colpi di maggioranza, ricorrendo a trucchetti burocratici per soffocare il dibattito in aula». Dibattito che ieri è stato interrotto più volte, prima a causa dei cartelli esposti da Ncd contro i menù europei nelle mense scolastiche, poi dall’Invasione di campo”di un geometra, Romano Petrichella, noto in Campidoglio per essersi nei mesi scorsi incatenato negli uffici capitolini di via delle Vergini. L’uomo ha invaso l’area destinata ai consiglieri urlando e mostrando alcune fatture (che attesterebbero, a suo dire, un credito di 33mila euro nei confronti dell’amministrazione) e dopo qualche minuto è stato accompagnato fuori dalla polizia municipale. Il voto sulla delibera, che abilita tutte le coppie (etero o gay) “legate da vincoli affettivi e coabitanti” a iscriversi al registro per godere di “agevolazioni e benefici” già previsti per quelle coniugate in settori come la casa, la scuola, i trasporti e i servizi sociali, è quindi rimandato alla prossima settimana. Prefetto permettendo.

La Repubblica (ed. Roma) – Ma la maggioranza parte all'assalto "Martedì approviamo le unioni civili"
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