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"La rissa? Avevano obiettivi troppo piccoli"

di Roberto Zuccolini
Marco Pannella, e ora che i socialisti hanno consumato l’ennesima scissione?
«Noi continueremo sulla nostra strada: costruire un nuovo soggetto politico altenativo, laico, socialista, liberale e radicale».
 
Ma non è deluso per come si è conclusa la vicenda al congresso del nuovo Psi?
«Sono stato lì in mezzo a loro, ho parlato con tutti mi hanno accolto con amicizia e affetto. In modo bipartisan, avete scritto. M’hanno perfino perdonato più di un’ora di “saluto”, franco ed esplicitamente insoddisfatto dell’atmosfera di ossessiva ricerca della sola “unità socialista”».
 
Un giudizio però se lo sarà fatto su chi ha torto e chi ha ragione.
«Purtroppo non sono sorpreso per come sono andate le cose. Il problema è che quella proposta era ed è troppo “piccola” rispetto alla stessa storia e natura del socialismo. Con lo Sdi proponiamo un obiettivo ben più ampio adeguato a proiettare nell’immediato futuro quel che implica il secolo e mezzo di grandi Riforme. Diciamo un’alternativa alle ormai asfittiche, velleitarie altre “unità”, ivi incluse la socialista o radicale o liberale o laica. Attorno a obiettivi inadeguati si creano solamente lacerazioni, scissioni, risse. E dissipazione, ancorché generosa, di energie e di speranze. Come quando ci si riduce a perseguire riformette e controriformette senza conquistare nella storia del nostro Paese una sola volta la vera, grande Riforma».
 
Di chi la colpa?
«È irrilevante. Craxi, e Zavettieri, hanno certo aggiunto all’unità socialista ogni tanto i termini liberale, laico o radicale, ma sono stati ben presto risucchiati anche nella passionale evocazione dell’unità, qualche volta perfino con un sapore di passionale unità etnica, fra e per soli socialisti».
 
Con Moroni e Caldoro su un’altra lunghezza d’onda rispetto a Bobo Craxi.
«I due hanno evocato una sorta di clausola di stile: il “terzo polo”. Ma in realtà la loro linea era chiaramente volta a restare con Berlusconi».
 
E De Michelis?
«Sulla sua posizione ha pesato la complicata rete di compromessi, di tatticismi che, come segretario, aveva ritenuto necessario tessere, per cercare di portare tutti, con il conseguente peso, in qualche modo vicini a noi. Ha finito per togliere forza e limpidità a questa sua intenzione».
 
Si è allontanato quindi dal vostro progetto?
«Quando Gianni dice en passant che basta sintetizzare come craxiano il nostro riferimento a Loris Fortuna, Blair e Zapatero, quando si qualifica laico ma non laicista, ripropone il regime concordatario perfino con questa Chiesa. E quando si richiama positivamente ai momento di proibizionismo esasperato di Bettino, e sorvola sul fatto che, malgrado l’opera di Claudio Martelli, un ministro socialista accettò di vanificare la volontà popolare suffragata dal referendum per la responsabilità civile dei magistrati e quello sui consumo delle droghe leggere, allora.., non siamo d’accordo. E con Chiara Moroni e con CuIdoro si rischia di combinare il bel pasticcio che abbiamo purtroppo visto».
 
Cosa farà ora, il tessitore come ha annunciato di fare Enrico Boselli?
«Abbiamo 15 settimane, più o meno, per preparare e presentare le liste per il 9 aprile. E per conquistare l’alternanza prodiana al governo berlusconiano, passaggio obbligato per la grande Riforma: per l’alternativa laica, socialista, liberale, radicale non c’è più da perdere un solo istante. Dobbiamo con immediatezza darci una denominazione definitiva, scegliere logo e simboli del nuovo soggetto politico, superare assieme ai compagni dello Sdi i problemi con l’Unione, elaborare i nostri punti programmatici… Insomma, occorre immediatamente fare ricorso a tutte le risorse delle nostre storie. E Boselli e Villetti, con davvero tutto lo Sdi, non ci sono secondi per determinazione ed entusiasmo».
 
A questo punto i bobocraxiani dovrebbero seguirvi.

«Il problema è quello di rivolgerci al 90 per cento della popolazione che non ha avuto di recente occasione di conoscere e di raggiungere le grandi battaglie laiche, liberali, socialiste, radicali. Se riusciamo anche solamente a impostare questo programma, Bobo Craxi e coloro che lo hanno votato come segretario saranno certamente con noi. Ma anche, ne sono certo, gran parte di tutti gli altri compagni dell’Npsi».

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