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La Sapienza e il caso parentopoli

“Non è perlomeno strano che tanti parenti di professori hanno trovato lavoro a La Sapienza?”. Il deputato dei Comunisti Italiani Aleandro Longhi pone questi e altri quesiti tra le pagine di cronaca del quotidiano La Repubblica e presenta un’interrogazione ai ministri delle Infrastrutture, dell’Economia e dell’Università per far luce anche sugli appalti sospetti al grande ateneo romano.

PARENTOPOLI – Nella lista dei parenti illustri finiscono Maria Rosaria Guarini, figlia del rettore Renato, che ha vinto un concorso di ricercatrice, e Paola Guarini, altra figlia del rettore Renato, che invece dal 2006 lavora all’università e insegna Architettura degli interni, mentre il suo compagno, geologo, presta servizio sempre a La Sapienza. Infine, racconta Longhi al quotidiano, la moglie e i due figli del vice rettore Luigi Frati “(i cui voti nel 2005 sono stati fondamentali per l’elezione di Guarini), insegnano a La Sapienza”.

IL PARCHEGGIO – Ce n’è uno sotterraneo da costruire all’interno della città universitaria e c’è una società la Cpc (Compagnia progetti e assicurazioni) a cui sono stati affidati i lavori di progettazione e realizzazione del parking. Presidente della Cpc è l’architetto Leonardo Di Paola, docente di Estimo e di Economia edilizia nella facoltà di Architettura. Amministratore delegato suo figlio, l’avvocato Mario Di Paola anche lui docente a contratto nella stessa facoltà. I lavori, commissionati dalla Sapienza, sono stati appaltati dal Provveditorato alle Opere pubbliche per 8,8 milioni di euro.

LE INDAGINI –Vanno avanti quelle del procuratore aggiunto Maria Cordova e del pm Angelantonio Ravanelli che hanno incaricato la Guardi di Finanza documenti presso gli uffici Personale, Affari Generali e Patrimonio. Da diversi giorni il gruppo Tutelas spesa pubblica è tornato a “far visita2 alla città universitaria ed ha consegnato ieri una prima indagine ai magistrtati. Non è detto infine che già nei prossimi giorni possano scattare i primi provvedimenti giudiziari.

La Sapienza e il caso parentopoli
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