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La scienza radicale

  Tre giorni di congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica (a Roma, in Campidoglio, da domani fino al 18 febbraio); un appello perché, nel campo della ricerca biomedica, il prossimo governo s’ispiri al modello britannico, già firmato da centinaia di accademici italiani e da una trentina di parlamentari del centrosinistra; una lettera aperta spedita ieri a Prodi, Fassino, Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio e a tutti i parlamentari dell’Unione, perché s’impegnino “a introdurre una legislazione che autorizzi la ricerca sulle staminali embrionali e consenta le tecniche di fecondazione oggi proibite”, oltre che “a cancellare il veto italiano ai fondi europei per tale ricerca laddove è consentita”. Parte così la campagna dell’Associazione Luca Coscioni in vista delle prossime elezioni. Con una bussola ideale che mette insieme, spiega al Foglio il segretario Marco Cappato, “Blair, Zapatero e Loris Fortuna. Nel senso che vogliamo ispirarci proprio al modo di procedere di cui fu maestro Fortuna, alla sua capacità di partire da zero e di costruire in cinque anni una legge sul divorzio, facendo informazione, usando i giornali, costruendo alleanze politiche”.

   Marco Cappato non pensa che “tutti i nostri temi possano diventare da domani programma dell’Unione, anche se rivendichiamo il diritto di combattere tutte le nostre battaglie, dall’eutanasia al miglioramento della legge sull’aborto. Ma il problema della libertà di ricerca, e il recupero degli obiettivi referendari, non è un problema della Rosa nel pugno, ma di tutta l’Unione”. La possibilità, per esempio, di usare per la ricerca “gli embrioni sovrannumerari, cosa sulla quale neanche un paladino dell’astensione ai referendum come Angelo Vescovi si è dichiarato pregiudizialmente contrario”. Dall’Unione dovrebbe aprirsi uno spiraglio almeno su questo, dice Cappato, “così come, sul piano internazionale, chiediamo un’inversione della linea dell’ultimo governo, che in sede europea ha posto un veto al finanziamento di studi sulle staminali embrionali, anche quando riguardavano paesi dove quella ricerca è ammessa”. Quel veto, in realtà, l’hanno posto anche l’Austria, la Germania, ora la Polonia. C’è in corso un dibattito europeo: “C’è ancora. Ma per questo chiediamo a Prodi di pronunciarsi: non sulla legalizzazione immediata della clonazione terapeutica, che pure noi vogliamo ottenere, ma su un punto molto più preliminare, come è l’uso di embrioni sovrannumerari”.

  In sede Onu, prosegue Cappato, “la richiesta di convenzione per la messa al bando della clonazione, anche terapeutica, poi ridotta a risoluzione, ha visto l’Italia schierata con il Costa Rica, la Santa sede, l’America di Bush. Se il centrosinistra andrà al governo da che parte starà?”. Sulle possibilità di stanare i leader della coalizione, Cappato confessa di non essere troppo ottimista. “ma ci farebbe piacere un atto di presenza e di attenzione per il nostro congresso. La nostra – dice — non è la classica contrattazione politica preelettorale. Riteniamo pericoloso, per l’Unione, eludere certi temi dopo una battaglia referendaria che ha coinvolto ai massimi livelli i leader del centrosinistra, fatta eccezione per Rutelli e Mastella”. Una battaglia che si è conclusa con una sconfitta: “C’è stato un annullamento del referendum. In Svizzera o in California, dove non c’è quorum, con le stesse percentuali avremmo vinto”. Cappato, insomma, non crede all’eccezione italiana: “Siamo convinti che su questi temi la grande maggioranza dell’elettorato non è sulla linea Binetti-Ruini. Alla Rosa nel pugno potrebbe addirittura convenire di intercettare i voti di coloro che ci riconoscono un impegno e un interesse forte su certi temi sui quali altri latitano. Ma per l’Unione ignorarli è solo un autogol”. Così come lo è “non sentire nessuna smentita quando il segretario della Margherita, Francesco Rutelli, dice che siamo portatori di temi di estremismo marginale. Dimentica che quelle che proponiamo sono politiche attuate in grandi paesi governati dalla sinistra europea, come Gran Bretagna e Spagna. L’estremista semmai è lui, quando presenta una proposta di legge che potrebbe impedire, se applicata alla lettera, persino la ricerca sulle linee di staminali embrionali importate”. Una scelta ideologica, accusa Cappato, che indica una vo lontà di non mediare. Non basta: “Quando parliamo di Concordato, sono sempre i leader della sinistra, come Chiti o Bertinotti, a dire che la cosa non è importante, non è all’ordine del giorno, non interessa”.
 
 Cappato si dice convinto che “più riusciremo a rendere pubblico il dibattito sulla libertà di ricerca scientifica e sui temi bioetici, più le nostre posizioni troveranno spazio”. Anche a questo serve il congresso che si apre domani (programma sul sito lucacoscioni.it). Tra i partecipanti, Michael Gazzaniga, consulente della commissione presidenziale americana per la bioetica, e il ministro della Sanità andaluso, Maria Jesus Montero, che ha appena varato una legislazione assai permissiva per la ricerca sulle staminali embrionali. 

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