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LA SETE DI PANNELLA: È URGENTE MOBILITARSI

L’azione nonviolenta di Marco Pannella, che dalla mezzanotte di domenica lo vede impegnato in uno sciopero della sete, ha superato la durata oltre la quale ogni ora che passa è estremamente pericolosa. Mentre dal Quirinale non arriva nessuna notizia, e i mezzi d’informazione confondono la tematica del potere di grazia con la grazia a Sofri (dando ampio spazio alle posizioni del Ministro della Giustizia, Ing. Castelli, e della Lega), è necessaria una ampia mobilitazione che faccia della sete di legalità un’urgenza civile.

Alcune azioni possibili sono le seguenti:

  1. Mandare un messaggio e-mail a presidenza.repubblica@quirinale.it, firmato con nome e cognome, in cui si chieda attenzione per l’azione di Marco Pannella.
  2. Inviare articoli come quello riportato qui sotto ai quotidiani nazionali e locali, perché si faccia immediata conoscenza sulle autentiche ragioni sullo sciopero della sete di Marco Pannella.
  3. Inviare articoli via e-mail o via fax ai docenti di diritto costituzionale e diritto pubblico di tutte le università italiane con la richiesta di rilasciare dichiarazioni pubbliche (anche indicando il telefono di Radio Radicale: 06/4880541) sul potere presidenziale di grazia.

(Al. Ran.)

Alcuni siti di riferimento:
La lettera di Pannella a Ciampi
La pagina su RadioRadicale.it
Il blog quotidiano tenuto da Radio Radicale
Il blog “Sofri: per Pannella per la legalità”

LA VERITA’ SULLO SCIOPERO DELLA SETE DI MARCO PANNELLA
Mentre inviamo questo scritto, Marco Pannella si sta drammaticamente addentrando nel secondo giorno di sciopero della sete. Si potrà essere d’accordo o non d’accordo con la sua azione nonviolenta di ispirazione gandhiana ma è utile, almeno per un po’, fare autenticamente informazione e provare a restituire la moralità dovuta alle parole fino ad ora espresse dall’ostinato leader radicale.
Perché, insomma, Pannella, in una settimana in cui la maggior parte degli italiani si prepara alla celebrazione del sommo amore di Cristo per l’umanità, si sta volontariamente privando del cibo e dell’acqua?
Pochi l’hanno fino ad adesso detto e spiegato a chiare lettere. Renderemo onore, dunque, al nome che porta questo giornale “Libertà”, affermando che Marco Pannella in questa settimana, carica di simbolismo religioso, si prepara con altrettanta intensità a celebrare il più alto dei valori laici: la Legalità; la Legalità con la “L” maiuscola, quella del rispetto compiuto della lettera scritta della nostra Costituzione per cui i padri del nostro con-vivere civile spesero il loro tempo, il loro amore, la loro sensibilità e persino le loro vite.
Con l’ icona del suo corpo assetato e del suo viso scavato vuol dare, come è già accaduto per il plenum della Corte Costituzionale, forza vitale e sostegno a chi è chiamato ad inverare l’esistenza dell’art. 87 della Costituzione che letteralmente scandisce che “il Presidente della Repubblica può concedere le grazie e commutare le pene” e dell’art. 681 del Codice di Procedura Penale il quale, dal 1989, chiarisce al comma 4 : “la grazia può essere concessa anche in assenza di domanda o proposta”.
Pannella vuole dare voce, che appaia anche nella forma dell’afono grido di dolore e di sofferenza individuale, a chi tra sommi giuristi come Andrea Manzella, Michele Ainis, Francesco Paolo Casavola, Marcello Gallo, Lorenzo Chieffi, Giuliano Vassalli, Augusto Cerri, Giuseppe Contini, Giuliano Amato e tanti tanti altri, da più di otto mesi ci fanno sapere che il potere di concedere la grazia è un potere di stretta spettanza presidenziale che non deve essere esercitato in condominio con nessuno.
E sia chiaro: in quest’azione amorevole, carica di speranza nella convivenza secondo Diritto per ciascuno di noi, in cui ben presto le piaghe del corpo di Pannella costituiranno il necessario richiamo al corpo piagato del nostro Stato di diritto, la libertà per Sofri non è il fine ma semmai, suo malgrado, il pretesto necessario per liberare il Presidente della Repubblica e la nostra Costituzione da decennali prassi contrarie alla lettera della Legge stessa.”

Il segretario dell’ARG
Michele Rana

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