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L'Acea presenta la "carta d'identità idrica"

La qualità dell’acqua pubblica di Roma è ben nota. Sin dalla antichità – acquedotti e terme – fino alle note fontane celebrate dal poema sinfonico di Ottorino Respighi. E ieri come oggi l’alta qualità del sistema idrico capitolino ne conferma il primato. L’Acea, la società che da oltre un secolo gestisce il settore di Roma e provincia, presenta una sorta di “carta d’identità” dell’acqua. La carta, il cui primo esemplare è stato simbolicamente donato al sindaco Walter Veltroni, in luogo dei dati anagrafici indica la certificazione di qualità. Il livello di mineralizzazione, la bassa concentrazione di nitrati e l’assenza di piombo, arsenico, cromo e nichel, queste sono le voci che i cittadini troveranno sulla loro personale carta di qualità idrica. L’innovativo documento verrà distribuito nelle scuole capitoline da settembre in poi, o distribuito attraverso gli sportelli dell’Acea e i principali quotidiani.

Nell’ambito dell’incontro avvenuto alla sede di Grottarossa di “Laboratori” – società del gruppo Acea – il sindaco ha sottolineato il personale apprezzamento al presidente Fabiano Fabiani e all’amministratore delegato Andrea Mangoni della spa. Alle luce dell’imminente rinnovo del mandato della società, Veltroni ha elogiato il lavoro svolto, che ha portato al miglioramento della qualità del servizio verso il cittadino-utente.

“L’acqua e’ un bene di promozione sociale, cambia le condizioni della vita della società ed è fondamentale che sia in mano pubblica – ha sottolineato il primo cittadino – così come è importantissimo che il servizio idrico sia gestito secondo criteri di elevata tecnologia e livello industriale, come in questi laboratori”.

“Sono contento di essere qui oggi – ha chiosato – per esprimere la gratitudine della città ad un lavoro che ha dato risultati importanti sia in termini di bilancio che di servizio e cura nei confronti del cittadino, ed e’ ancora più importante che per Roma i controlli analitici sull’acqua siano doppi,
rispetto a quelli previsti per Legge, 250mila campioni l’anno, che e’ una cifra straordinaria”.

L'Acea presenta la "carta d'identità idrica"
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