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L’autunno radicale

Al direttore – In vista della riapertura dei lavori parlamentari, Marco Pannella, Marco Cappato e Rita Bernardini hanno preannunciato l’avvio di un autunno riformatore a sostegno di una nuova politica economica da proporre al paese e a tutte le forze politiche e parlamentari che vorranno sostenere proposte radicali e riformatrici in favore dei disoccupati, dei lavoratori in nero, dei pensionati, nella convinzione che per affrontare la sfida della crescita sia anzitutto necessario
liberare l’economia, le istituzioni, la politica dalla persistente condizione di illegalità, di mancanza di democrazia e di stato di diritto. I temi che i radicali pongono al centro dell’autunno politico-parlamentare, nel quale si preannuncia protagonista il fenomeno
partitocratrico di “parlamentarismo di spesa”, riguardano aspetti da sempre (“da sempre” purtroppo anche per colpa della scure antireferendaria della Corte costituzionale ) cruciali nel governo dell’economia del paese e su cui il nascente Partito democratico (o “morente”, dipende anche dall’esito di queste nostre iniziative, pensiamo) stenta a trovare la sintesi di un percorso riformatore possibile. E’ oggi illusoria una politica economica che voglia rianimare la crescita agendo sulla domanda attraverso tagli fiscali, condoni o aumenti della spesa corrente (il modello Tremonti). Il paese può ricominciare a crescere solo impostando “radicali” politiche
dell’offerta anticorporative e antimonopolistiche, in una prospettiva di progressivo rientro del debito pubblico. Bisogna migliorare l’efficienza del nostro mercato del lavoro, e insieme iniziare un drastico percorso di ridefinizione dello stato sociale in coerenza con le profondemodificazioni dei rischi sociali e delle tendenze demografiche. Per questo proponiamo una seria riforma degli ammortizzatori sociali a completamento e a difesa del funzionamento della legge Biagi e ribadiamo l’urgenza di equiparare l’età pensionabile di uomini e donne per finanziare politiche di inclusione sociale a sostegno delle vittime del mancato governo del conflitto tra generazioni divenuto insostenibile per effetto di politiche dissennate e insincere di conservazione di
ingiustificati privilegi e di vecchi schemi di tutela assistenzialistica. Occorre poi dire con forza che senza un cambiamento delle procedure di bilancio non è possibile quel percorso di rimozione strutturale delle cause che alimentano una continua e incontrollata crescita della spesa corrente. Il governo in questo paese (oggi con una maggioranza parlamentare risicatissima, ieri con una maggioranza amplia come mai prima) non riesce e non può sottrarsi alla pressione clientelare e ai demagogismi distributivi delle forze populiste sia di destra che di sinistra. Mentre le lobby si riorganizzano e trovano appoggi nei due schieramenti i costi delle mancate liberalizzazioni si ripercuotono negativamente sul potere d’acquisto delle famiglie e dei consumatori. C’è poi il nodo tutto politico della struttura relazionale/ familistica del nostro capitalismo, dove prospera il ricorso a scatole cinesi, piramidi societarie, fondazioni bancarie. A tutti i livelli è indispensabile restituire capacità decisionale alla politica, spezzare la logica populista che spinge la parti più irresponsabili del fronte ambientalista e comunista a cavalcare demagogici insurrezionalismi a danno dell’intera collettività, così come è divenuta ormai insostenibile la mancanza di autonomia del Parlamento rispetto alle pressioni corporative di una magistratura organizzata completamente fuoriuscita dal circuito democratico e dalla separazione costituzionale dei poteri dello stato. La progressiva erosione della capacità deliberativa di parlamenti e governi è una battaglia di importanza vitale per tutte le democrazie. Se il potere di veto delle insurrezioni particolaristiche e localistiche detterà i limiti invalicabili all’agenda politica non ci sarà futuro per l’economia di questo paese. E’ questo, in conclusione, il significato dell’iniziativa preannunciata dai radicali: aggregare un consenso parlamentare a sostegno di concrete proposte liberali e riformatrici, contro le resistenze corporative degli interessi particolaristici, delle componenti più irresponsabili del fronte paleo-comunista e della sindacatocrazia burocratica e centralistica.

 

*Daniele Bertolini*

/Comitato nazionale Radicali italiani/   

L’autunno radicale
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