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LAZIO: CORSIA PREFERENZIALE PER ‘CONSULTA DEI CONSULTORI’

La nostra proposta di istituzione della Consulta regionale dei consultori intende rafforzare il diritto alla partecipazione delle donne, delle associazioni, dei cittadini, degli utenti e degli operatori socio-sanitari dei servizi, per programmarne meglio la gestione ed incrementarne progressivamente il numero”.

Così Luisa Laurelli (Ds), prima firmataria della proposta di legge presentata in Consiglio Regionale del Lazio, inerente la realizzazione di una Consulta regionale permanente dei consultori familiari, alla quale hanno aggiunto la loro firma le consigliere Maria Antonietta Grosso (Pdci), Anna Maria Massimi (Ds), Anna Evelina Pizzo (Prc), Paola Brianti (Margherita) e Antonietta Brancati (Misto). Una proposta che presto dovrà diventare legge, “anche con una corsia preferenziale per farla approdare nell’Aula di via della Pisana”, ha detto Luisa Laurelli. “Una legge che poi dovrà essere applicata e non, come altre, che sono rimaste disattese”, hanno detto le operatrici e la presidente della Consulta dei consultori del Comune di Roma Loretana Angelici.

“E’stata fatta una grande fatica negli anni scorsi per impedire la chiusura dei consultori che – ha ricordato Laurelli – fanno parte del Servizio sanitario nazionale, perché da più parti si è cercato di offuscare gli ottimi risultati che hanno ottenuto nella lotta ai tumori femminili, nell’assistenza a donne in menopausa, nella preparazione al parto e in molti altri aspetti che riguardano la sfera della sessualità. Oggi – ha sottolineato – la situazione è negativa, perché se fosse rispettata la legge, dovremmo avere 250 consultori sparsi sul territorio regionale e non gli attuali 156, di cui 51 a Roma”.

Riferendosi poi alla Consulta Regionale, Laurelli ha affermato che questa “rientra nelle priorità delle politiche sociali messe in campo dal Presidente Marrazzo”: lo scopo è “monitorare e individuare, insieme ai comuni ed alle province dove aprire nuovi consultori, riordinando al tempo stesso gli organici che vi operano, previo corsi di formazione per riqualificare la qualità del servizio agli utenti”. Critico il giudizio riguardo l’indagine conoscitiva avviata recentemente dalla commissione parlamentare d’inchiesta, perché rappresentano “un grave atto di sfiducia verso i consultori, mistificandone l’operato e andando contro quanto è stato conquistato faticosamente negli anni ponendo la donna, la sua tutela e la sua autodeterminazione, al centro dell’attenzione”.

LAZIO: CORSIA PREFERENZIALE PER ‘CONSULTA DEI CONSULTORI’
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