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"Liberalizzazioni anche per gli enti locali"

“Rivoluzione culturale”, per il centrosinistra e per il paese. Con queste parole il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali Linda Lanzillotta apre il confronto con le realtà regionali del Lazio sulla liberalizzazione dei servizi pubblici. All’orizzonte, un mercato concorrenziale dove imprese pubbliche e private competeranno tra loro e dove sarà l’ente locale a definire le caratteristiche del soggetto erogatore. “In altri paesi del mondo il settore pubblico è un settore terziario avanzato, noi vogliamo renderlo moderno – commenta il ministro – Vogliamo un’industria dei servizi a costi più bassi, che metta il cittadino al centro”.

Al convegno intitolato “La nuova regolazione dei servizi pubblici locali”, il ministro presenta quella che ormai per tutti è la ‘legge Lanzillotta’. Il disegno di legge n.772, che in tre anni potrebbe modificare gli assetti locali del settore pubblico, non minerà però campi critici come quello dell’istruzione e quello ancor più complesso della gestione dell’acqua. “Siamo sensibili alle richieste di alcune anime della coalizione – ha aggiunto il ministro – che vedono l’acqua come un bene primario. Ma al parlamento la scelta finale”.
Anche per Giuseppe Labarile, presidente della Confservizi Lazio, la gestione esclusiva pubblica non è la soluzione. “Bisogna superare vecchi e nuovi pregiudizi – commenta Labarile – si tratta di favorire la crescita dei territori e dei settori cruciali dei servizi di pubblica utilità”.

Regione e Comune sono i diretti interessati. Per la Capitale sono tre le priorità: regolazione moderna ed efficiente, concorrenzialità per le aziende, difesa e valorizzazione del patrimonio industriale esistente. “Non possiamo più permetterci il lusso di ignorare l’esigenza di rivalutazione delle reti e delle infrastrutture, come acquedotti, fognature e trasporto pubblico locale – sostiene Marco Causi, assessore alle politiche economiche e finanziarie di Roma – il settore pubblico è arretrato e inefficiente, va rinnovato”.
Si definisce ‘perplesso’ invece Luigi Nieri, assessore delle politiche economiche e finanziarie della regione Lazio, che auspica un maggiore coinvolgimento delle entità locali e un minimo di riflessione sugli interventi di privatizzazione messi in atto nel paese.

"Liberalizzazioni anche per gli enti locali"
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