RADICALI ROMA

Ma è complice d'omicidio chi vota candidati non rispettosi dell'embrione?

Risponde Emma Bonino, deputata europea della Rosa nel Pugno.

 

 

 

Come al solito c’è stato subito chi ci ha provato a far passare questa affermazione per un giudizio di tipo morale e non politico, essendo stata pronunciata “a titolo personale” da un membro della Pontificia Accademia per la vita. Invece d’istinto a me viene da dire che questo pronunciamento non solo è fuori dal diritto canonico, ma che la sua eventuale “verità” dottrinale riguarda solo chi “crede” e, soprattutto, che le cose non vengono dette per caso. Qualche giorno prima Benedetto XVI non aveva detto che “L’amore di Dio non fa differenza fra il neoconcepito ancora nel grembo di sua madre o il bambino, o il giovane, o l’uomo maturo o l’anziano”? La Chiesa ha tutto il diritto di esprimersi: trovo però inquietante questa rincorsa a dimostrarsi, fuor di metafora, più papisti del papa. E questo anatema di passare per complici di omicidio non riguarda solo noi laici ma, magari per mera omissione, anche quella folta schiera di cattolici credenti – credenti anche nella legittima autorità dei vertici della Chiesa – che non chiedono l’abolizione della Legge 194 ma solo una sua “migliore” applicazione. C’è davvero qui il rischio di smarrire qualcosa di molto importante: il senso dello Stato e il rispetto delle leggi e delle istituzioni. La Chiesa è e deve rimanere nel proprio ordine “indipendente e sovrana”, come recita l’articolo 7, primo comma, della nostra Costituzione, ma altra cosa è condizionare l’agenda politica con i suoi continui dettami che offendono e feriscono le ragioni e le speranze di noi tutti, credenti e non.