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“Ma la fede non può tradursi in legge”

“Sbagliato aprire una polemica sul richiamo del papa, ma i politici cattolici ricordino che un conto è l’affermazione di fede, un altro le norme vincolanti per tutti”. Lanfranco Turci, ex DS passato alla Rosa nel Pugno proprio per difendere la laicità e per continuare la battaglia contro la legge sulla fecondazione assistita, è perentoria.
 
Come giudica il richiamo di Benedetto XVI, senatore Turci?
“Rispetto totalmente dal punto di vista della fede, della teologia cattolica questa posizione che però non è obbligatoria per chi non è credente o ha altre fedi religiose. Sarebbe comunque sbagliato aprire una polemica”.
 
Come laico, quali sono i suoi timori allora?
“Il punto è che da queste posizioni di fede non si deve pretendere di fare discendere soluzioni normative e legislative. Il ‘caso’ lo abbiamo avuto con la legge 40 sulla procreazione assistita proprio perché partendo da questa posizione della sacralità dell’embrione si sono posti forti limiti al ricorso alla fecondazione assistita e si è messo un veto totale alla ricerca sulle cellule staminali embrionali”.
 
Necessario tenere alta la guardia sulla laicità?
“Assolutamente sì. La laicità è una garanzia per i cattolici, per tutti. Nel dialogo con l’affermazione di fede espressa dal papa vanno considerati gli altri punti di vista. E poi voglio ricordare che il politico cattolico laico o liberale non ha mai accettato di tradurre pari pari la posizione di fede in un dettato di legge, questo è il grande insegnamento del cattolicesimo liberale. Attenzione, io stesso che sono non credente ho rispetto per ciò che dice il papa ma i politici cattolici non abbiano la tentazione di trasformarlo in legge.
 
Tuttavia su “embrione uguale a persona” lei dissente: la critica alla legge 40 non partiva da qui?
“Condivido la convenzione di Oviedo: lì si parla di dignità dell’embrione senza che ne discenda l’affermazione dell’embrione come persona. Una legge del resto non si può costituire su posizioni dogmatiche. Ora ho presentato un DDL in cui, partendo dal parere approvato dal comitato di bioetica a maggioranza cattolica sull’adattabilità degli embrioni soprannumerari già congelati, si prevede che quelli non più vitali siano usati per la ricerca”.
 
C’è una rincorsa al voto cattolico?
“L’UDC o Berlusconi, e anche Rutelli, hanno l’idea, dichiarata o meno, di una sorta di accordo con le gerarchie ecclesiastiche da cui deriverebbe il consenso dell’elettorato cattolico. Si sbagliano, se questo accade, è solo in minima parte”.   

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