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Nomadi: una commissione per le aree dei villaggi

Istituita nella Capitale la commissione per i villaggi destinati ai nomadi. A designarla è il prefetto Achille Serra d’intesa con il sindaco Walter Veltroni, un atto previsto dal ”Patto per Roma Sicura” firmato lo scorso 18 maggio. La commissione avrà il compito di individuare le aree in cui allestire i ”villaggi della solidarietà” e sarà coordinata da un viceprefetto, ne faranno poi parte rappresentanti del comune, della questura e dei carabinieri. In tre mesi la conclusione dei lavori.

Ma l’idea di costruire alla periferia di Roma, al di fuori del grande raccordo anulare, quattro grandi insediamenti per 4000 zingari che oggi vivono nelle baraccopoli abusive, non piace né a destra né a sinistra, né tanto meno ai nomadi. Da giorni ormai infuriano le polemiche

A criticare il progetto anche il presidente nazionale dell’Opera Nomadi, Massimo Converso: ” Questi mega accampamenti, lontanissimi dalla città – dice – non faranno che moltiplicare la devianza e l’esclusione”.
Una lancia a favore dei grandi campi nomadi la spezza invece l’assessore alle Politiche sociali della giunta capitolina Raffaella Milano: “Abbiamo già grandi strutture per i nomadi, i villaggi Pontina e Salone, entrambi da mille ospiti, e funzionano – commenta – Sono luoghi di passaggio, dove i rom si fermano nel tempo necessario per rendersi autonomi con il lavoro e quindi con la casa”.

Non la pensano così molti cittadini romani che vivono in quartieri in cui sono già presenti insediamenti rom. Solo due giorni fa infatti un gruppo di residenti ha fatto irruzione in Campidoglio mentre era in corso un consiglio comunale. Il grido di battagli: ”I nomadi li vogliamo solo in concerto”.

Nomadi: una commissione per le aree dei villaggi
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