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Ora il Pd, se c'è, dia una risposta

É bastato che le agenzie di stampa battessero la notizia del duro attacco del cardinale Camillo Ruini alla legge 194 perché un fiume di dichiarazioni si generasse immediatamente, prevedibilmente suddiviso tra i favorevoli e i contrari. Bene. Poi, come sempre, si aprirà il dibattito. Poi, come spesso accade, il dibattito si chiuderà. C’è una finanziaria che bussa alle porte. C’è la legge elettorale che divide, c’è un referendum. E c’è la cronaca che porta all’ordine del giorno temi come la sicurezza. E di questo si ricomincerà a parlare, di lavavetri e fisco, come in questo lungo e sonnolento agosto. Eppure, sarebbe bene che nel nascente Partito democratico si iniziasse a parlare sul serio di ciò che questo partito deve rappresentare per il paese e dei valori che vuole rappresentare per gli italiani. E non in maniera sporadica come accadrà ora, ancora una volta, dopo le parole di Ruini. Bene, certamente, parlare di lavavetri e fisco, dunque, ma serve anche altro, ciò che sinora è mancato quasi del tutto ovvero come il Partito democratico intenda affrontare il tema dei diritti civili e della laicità dello Stato e come il futuro partito che vorrebbe avere vocazione maggioritaria nel centrosinistra e nel paese intero pensi di risolvere questioni che nella società già si agitano da tempo. Si parla qui ancora una volta di testamento biologico, unioni civili, eutanasia, fecondazione assistita, aborto, questione omosessuale. Tutti temi che, come già questo giornale ha segnalato di recente, torneranno presto in evidenza. Già, quando la riapertura delle Camere annuncerà al paese la ripresa dell’attività politica, qualche risposta il mondo politico dovrà iniziare a darla. Alcune di queste, infatti, sono quasi obbligate. Difficile pensare che il centrosinistra possa eludere la questione del testamento biologico. Proprio con la ripresa autunnale, infatti, dovrebbe vedere la luce il nuovo testo annunciato al paese prima della pausa estiva in sostituzione dei dieci testi sino ad allora presentati dalle diverse forze politiche. Discorso simile si può fare per le unioni civili. Anche in questo caso prima della pausa estiva era stato annunciato un nuovo testo, quello relativo ai Cus, che andava ad affiancare quello sui Dico. Ci sono poi le questioni che riguardano più da vicino il governo. Come, appunto, la revisione delle linee guida della 194. Infine, in ballo c’è anche l’inchiesta ministeriale su come si muore negli ospedali italiani che potrebbe avere esiti imprevisti e dirompenti nel dibattito politico e parlamentare, come è avvenuto in altri paesi europei. Di tutto ciò, sinora, i leader del Pd non hanno parlato, impegnati a confrontarsi su altri terreni. Ora saranno costretti a parlarne, provocati dalle parole di Ruini che, ancora una volta, è riuscito a condizionare l’agenda politica del paese e ha messo il centrosinistra nella condizione scomoda di rincorrere. Serve invece che a sinistra si comprenda la necessità di ricostruire un sistema di valori al quale i cittadini possano fare riferimento e nel quale possano riconoscersi. Non si può lasciare questo terreno ad altri così come è stato sbagliato lasciare il tema della sicurezza alla destra. Insomma, come abbiamo già scritto di recente, il Partito democratico, se c’è, batta un colpo etico.

Ora il Pd, se c'è, dia una risposta
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