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Pannella al premier: ammazzi la legalità

  La sua istanza è stata accolta: giovedì una seduta straordinaria della Camera si occuperà del tema della raccolta delle firme per la presentazione delle liste elettorali. Eppure, Marco Pannella non rinuncia alla sua protesta: continuerà lo sciopero della fame e della sete perché Governo e premier “rompano il silenzio” e si pronuncino su una norma che “sta ammazzando la legalità”.

 

 

 

 “E come se dovessimo ad ogni costo essere condannati a morte perchè vogliamo affermare la legalità”, lamenta Pannella. E poi, rivolto a Berlusconi, sferra l’attacco: “Tu non senti più perché non conosci le ragioni di questa illegalità. La tua ignoranza appare protervia, sei responsabile di danni di cui ti vergogneresti se avessi davvero una cultura liberale. Noi stiamo cercando di correggere un errore, tu stai ammazzando la legalità”. Sulla stessa linea il presidente dello Sdi, Enrico Boselli, secondo cui il governo “e in particolare il ministro dell’Interno, deve compiere un gesto di civiltà e trovare il tempo di affrontare il problema”.

 

 

 

 Sul tema interviene Stefano Caldoro, ministro per l’Attuazione del programma, che accusa Pannella di “spararla grossa” quando parla di cultura illiberale riferendosi a Berlusconi. D’altro canto, ammette che “la legge crea una disparità di trattamento tra i partiti politici presenti alla Camera ed al Parlamento Europeo”.

 

 

 

 Ma la Rosa nel Pugno punta i piedi anche sul poco spazio dedicatogli dai media. Su questo, arriva la rassicurazione di Petruccioli, presidente Rai, che ribadisce l’impegno del servizio pubblico “a fare la sua parte”.

Pannella al premier: ammazzi la legalità
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