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Pannella: è un vicepremier talebano, la sua proposta scavalca anche la chiesa

Da Bruxelles, Marco Pannella sostiene il ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi e conferma che «la posizione del Parlamento europeo a proposito della ricerca sulle cellule staminali embrionali è corrispondente e sulla stessa linea della decisione annunciata da Mussi» e non certo vicina a quella dei sei Stati che si sono dichiarati «proibizionisti». «Vale, poi, la pena ricordare che di questi non faceva parte neppure la Spagna di Aznar…», tiene a precisare.

Pannella, ma che cosa succederà, adesso, in Italia? La posizione del ministro Mussi non è certo sulla stessa lunghezza d’onda del vicepremier Francesco Rutelli.
«No, di sicuro. Rutelli, lo scorso autunno, ha infatti presentato una proposta di legge che posso definire letteralmente oltranzista, anzi decisamente ultrà. Che contiene peggioramenti della legge 40 che non sono stati mai richiesti al legislatore neppure dalla Conferenza Episcopale Italiana, la quale si è limitata, una volta di più, a confermare la propria visione per la quale la libertà è libertà nel bene. Dove, naturalmente, il bene sono gli esponenti stessi della Conferenza a stabilirlo. Va da sé, una visione totalitaria e antidemocratica».

Ritiene, allora, che ci dovremo aspettare una battaglia su questi temi?
«Una battaglia che, in tutto il mondo, oggi è combattuta proprio soltanto da retroguardie e da talebanismi etici. Ma io non ho nessun dubbio al riguardo: sono certo che la posizione che noi difendiamo è condivisa nella sostanza, come già accade per il divorzio, per l’aborto e per la libertà di ricerca, dalla maggioranza delle persone. E sarà questa condivisione che, alla fine, prevarrà anche nel nostro Paese».

Com’è accaduto in Spagna? Quel Paese sta investendo molto, anche in termini economici, nella ricerca.
«Certo. Secondo tutti, la Spagna avrebbe dovuto esser più clericale dell’Italia. Forse, la Spagna, proprio perché è uscita più di recente da un regime clerico-militar-fascista, il franchismo, ha registrato posizioni, anche nel mondo democratico cristiano (come quello di Aznar), di apertura. E conforme a quella che nei referendum precedenti aveva visto la maggioranza dei credenti dare ragione alle tesi liberali e democratiche piuttosto che a quelle intolleranti».

Chi osteggia la libertà di ricerca tira in ballo il risultato del referendum.
«Intanto, varrebbe la pena di fare giustizia di interpretazioni quantomeno temerarie: il referendum non ha avuto efficacia per mancanza del quorum: i “sì”, infatti, sono stati l’85 per cento e i “no” il 15%. Non è certo un caso se la linea vaticana, e le forze subalterne ad essa, è stata tutta centrata nella propaganda astensionista e non in quella del no. Il dibattito resta aperto e, a rischio di apparire stucchevole, ricordo che ci troviamo di fronte a un vecchio scontro, lo stesso che ha visto combattere per il divorzio e l’aborto e con gli stessi soggetti, da una parte e dall’altra».

La maggioranza degli scienziati addita i colleghi che propagandano come miracolose le cellule staminali adulte, accusandoli di fare un discorso ideologico e non scientifico. Che cosa pensa di questa posizione?
«Bisogna sottolineare che questa piccola minoranza di scienziati pretende di imporre le proprie convinzioni, che le si voglia chiamare etiche, confessionali o altro, al resto del mondo».

Scientifico?
«No, no, proprio al resto del mondo in generale, visto che tra gli scienziati mi pare che non abbia troppo seguito».

Pannella: è un vicepremier talebano, la sua proposta scavalca anche la chiesa
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