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Pannella: migliorare la 194 Buttiglione: non si tocca

Difendere la legge 194? Sì, ma fino a un certo punto. Nel senso che il miglior modo di difenderla è quello di cambiarla. E’ quel che ha sostenuto Marco Pannella all’indomani della manifestazione milanese, aggiungendo che «la 194 è pessima e i suoi risultati sono ottimi solo perché non è stata mai rispettata».

Se i Radicali rilanciano – proponendo tra l’altro di far praticare l’interruzione di gravidanza anche nelle strutture private – il ministro centrista Rocco Buttiglione ne approfitta per ergersi lui – a nome di tutto il centrodestra – a strenuo difensore della legge. Il ministro spiega: «Oggi Pannella dice che la 194 è una legge cattiva che va cambiata e che funziona bene perché non viene applicata. Una conferma più eclatante che la nostra tesi, secondo cui la legge 194 non è applicata e che bisogna sforzarsi di applicarla nelle parti relative alla prevenzione, non potremmo trovare». Mentre il capogruppo dell’Udc Luca Volonté chiarisce che «è un dovere civile» non solo applicare ma, «nel caso», anche «migliorare la 194». L’esponente centrista si riferisce al documento del Comitato nazionale di bioetica – reso pubblico ieri – secondo il quale la legge sull’aborto non è sufficientemente applicata nella parte che riguarda la prevenzione e l’aiuto della donna in gravidanza. Un documento che non rivela «nessuna novità», sottolinea però la verde Luana Zanella, che spiega: «E’assolutamente vero che la legge deve essere migliorata e che la maternità deve essere meglio sostenuta nel nostro paese. Così come è incontestabile, ad esempio, che esistono spesso lunghissime liste di attesa che rendono difficili gli interventi, e alcune strutture sono paralizzate dalla presenza predominante dei medici obiettori di coscienza. Credo che in un clima più sereno – conclude la deputata – tutti questi aspetti potrebbero essere bene affrontati e mi pare comunque strano il tempismo di questo documento».

Quando si parla di questi temi, ogni giorno ha il suo Pera: ieri il presidente del senato se l’è presa con il «movimento laicista un po’ eccessivo che fa manifestazioni preventive come se ci fosse stato un attentato alla legge». Gli risponde Enrico Boselli, della Rosa nel pugno: «Non è certo eccessiva la reazione dei laici ma lo è il comportamento del presidente Pera che non perde occasione per dare il suo contributo pressoché quotidiano all’offensiva neointegralista in atto, condotta attivamente dal presidente della Cei Camillo Ruini e in prima persona dallo stesso papa Benedetto XVI».

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