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Pannella sfida Bertinotti: duello pubblico sui Pacs

«Assemblea con i movimenti». Il leader prc rifiuta: no a una campagna monotematica
ROMA — Sui Pacs tra loro sono più pugni che petali. Ieri mattina, da Radio Radicale, Marco Pannella ha sfidato a tenzone politica Fausto Bertinotti, argomento le unioni di fatto: «Vieni a parlarne con me in assemblea pubblica con gay e lesbiche», era la proposta. Dopo che, durante l’animata riunione di martedì pomeriggio con il movimento Gblt di gay, bisex, lesbo e trans, il segretario del Prc, contestato, aveva rivendicato l’orgoglio di essersi battuto fino in fondo nell’Unione. Mentre altri (la Bonino) se n’erano andati.

L’happening sui Pacs però non ci sarà. «Il confronto l’abbiamo già avuto, le unioni di fatto sono un tema importante, certo, ma ora ci sono questioni economiche e sociali a cui pensare», ha risposto Bertinotti declinando l’invito. «Non possiamo fare una campagna monotematica». Non è per via degli attacchi raccolti nella comunità gay l’altro giorno. Su cui si sofferma il trotzkista Marco Ferrando, depennato dalle liste di Rifondazione: «Contestazioni giuste. L’alleanza di governo con Rutelli ha imposto il suo prezzo: cedere alle pressioni vaticane». Non la vede così Bertinotti, accusato di aver ceduto al compromesso: «Critiche interlocutorie, la maggior parte. Quanto a Pannella, il dibattito era aperto, poteva intervenire».

Non fissiamoci sui Pacs, dice, perché «dobbiamo mostrare agli elettori un’alternativa di società, che è complessa. E dunque occorre che occupazione e scuola tornino protagonisti». Per il leader di Rifondazione è tempo «di un Risorgimento del Lavoro oppresso da 20 anni». E sui rapporti difficili con la Rosa nel Pugno osserva: «Per loro è un elemento distintivo fare una campagna elettorale monotematica. Tuttavia si può essere diversi eppure complementari, senza polarizzare artificialmente le nostre differenze». Non è Pannella, comunque, il suo problema: «Dentro l’Unione la vera sfida per me sono le tentazioni neocentriste di Rutelli e della Margherita che pure sono necessari alla coalizione».

Non si pacifica Daniele Capezzone, segretario dei Radicali: «Fausto ricade nel vizio marxista di distinguere tra tematiche strutturali e sovrastrutturali, non si è ancora emancipato dal vecchio Pci. Dire che i Pacs sono secondari è nascondersi dietro ad un dito». Sulla Bonino: «Se con lei si fossero alzati dal tavolo tutti quelli che si dicono a favore dei Pacs, Mastella e Rutelli sarebbero andati in minoranza, altro che. E invece Fassino, Diliberto, Bertinotti e Pecoraro Scanio si sono piegati e ora si imbarazzano». In un sondaggio con 12.000 votanti sul sito gay.it, ci tiene a dire, la Rosa nel Pugno è il primo partito. Chiude le ostilità Vladimir Luxuria, candidata del Prc: «Capisco la delusione del mondo gay, ma non appoggiare il centrosinistra per ripicca è aver perso la ragione». E alla Rosa nel Pugno ricorda: «Quel compromesso lo avete firmato anche voi».

Giovanna Cavalli
02 marzo 2006
Pannella sfida Bertinotti: duello pubblico sui Pacs
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