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Pannella sui privilegi fiscali alla Chiesa: vere truffe, cambiare il trattato del '29…

”Finalmente”. Marco Pannella e’ soddisfatto che torni il confronto sui ”privilegi fiscali” della Chiesa cattolica in Italia. Ma sottolinea che non si tratta di qualche ”agguato orchestrato da Emma Bonino”, piuttosto del risultato del ”lavoro ultradecennale, politico e parlamentare, europeo e italiano, condotto dal Partito radicale e dal suo movimento”. L’obiettivo polemico, sottolinea, non e’ ”solo il Concordato ma piuttosto il Trattato” che regola i rapporti tra Stato italiano e Chiesa, che non e’ stato modificato nell’84, ma e’ rimasto quello del 1929. E’ grazie al Trattato, attacca Pannella – citando i numeri forniti dalla banca dati dell’Ue sulle esportazioni (Cats) – che ”lo Stato Citta’ del Vaticano diventa una sorta di stazione di smistamento di quantita’ inverosimili di merci, proteggendone un uso tecnicamente criminale”. E che ”lo Stato italiano si trasforma in braccio mondano per truffe costosissime contro la legalita’ europea e la correttezza dei mercati internazionali’. I radicali – insieme a Pannella, l’eurodeputato Maurizio Turco – citano i numeri indicati nelle prime interrogazioni al Parlamento europeo, della primavera del 2003. ”Dai dati ufficiali in possesso dell’Unione – dice Turco – risulta ad esempio che dal 1998 e il 2001, con l’aiuto finanziario dell’Ue pari a 4 milioni di euro, sono state esportate verso il Vaticano dai paesi membri dell’Unione, ma in larga parte dall’Italia: 2.560 tonnellate di zucchero; 622 tonnellate di burro; 2.252 tonnellate di carne bovina. Quantita’ ingentissime, soprattutto se rapportate alla popolazione dello Stato vaticano”. Non solo. Dai numeri emergono anche ”incongruenze” che l’Unione non e’ in grado di spiegare e che attribuisce alla responsabilita’ dell’Italia che ha fornito i dati. ”Ad esempio – prosegue Turco – nel 2000 sono stati esportati, tra l’altro, dall’Italia 38,985 chili di carne bovina per una restituzione di 305.341,16 euro pari a un aiuto di 7.832,27 euro per chilo…”. Fatti che, dice Pannella, devono diventare ”consapevole scandalo”, grazie al riesplodere di un dibattito ”che fu centrale anche nel Concilio Vaticano II, oltre che nelle iniziative laiche che hanno mutato la societa’ italiana negli anni ’70 e ’80, e che connota l’equivoco presente italiano in Europa”. Ma non bisogna discutere solo di Concordato. ”Altrimenti si continua a rimuovere il fatto (o meglio misfatto) che nei Patti Lateranensi Bettino Craxi modifico’ male e peggiorandolo il Concordato, ma non tocco’ la parte peggiore di quegli accordi: il Trattato. E’ in base al Trattato, per limitarci al costume italiano, che per decenni ceto medio e borghesia romana si sono riforniti di alcol, tabacco, indumenti, farmaci, spesso non ancora a disposizione sul mercato italiano, nella Citta’ del Vaticano. Dietro questo fatto di costume ci limitiamo oggi a fornire un esempio, un ulteriore campione, della realta’ che, a partire dal Parlamento europeo, sin dal 1999 abbiamo fatto emergere anche a livello istituzionale dell’Ue”. Si tratta, aggiunge, di ”un altro aspetto eloquente” dei rapporti tra Stato italiano e Vaticano, oltre a quello del trattamento fiscale degli immobili sul quale i radicali si augurano ”decisioni” da Bruxelles entro dicembre. Pannella va giu’ durissimo. ”Vicende come quelle dello Ior, di Marcinkus, di impegni in settori di produzione e traffico di armi – attacca – vanno probabilmente e d’urgenza riesplorati e portati alla luce della conoscenza e della condanna, quanto meno ‘etica’ che sta nominalmente cosi’ a cuore al Vaticano o alla Chiesa che dir si voglia”.

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