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Al Pigneto no a telecamere, sì a un modello di sicurezza integrata

“Come Radicali Roma oggi parteciperemo al presidio che si terrà al Pigneto in solidarietà dell’avvocato Giovanni Ferrari che nelle settimane scorse è stato oggetto di minacce e aggressioni ingiustificabili. All’insicurezza dei quartieri non si risponde con l’installazione di qualche telecamera, ma con un progetto di sicurezza integrata che preveda il coinvolgimento dei servizi a tutela delle persone più fragili e degli operatori del terzo settore, oltre che delle forze di polizia” così in una nota Leone Barilli e Francesca Di Pompeo, rispettivamente segretario e tesoriera di Radicali Roma.

“La vicenda del Pigneto si inserisce perfettamente nel quadro di una città non governata. Molte zone di Roma soffrono di un aumento di episodi di violenza gratuita e di una sempre maggiore penetrazione della criminalità organizzata; inoltre, la carenza di adeguati servizi di accoglienza e di presa in carico delle persone più fragili riversa nei territori marginalità e degrado. Per questo, con un atto deliberativo all’interno della nostra campagna Roma Antiproibizionista, abbiamo chiesto che il Comune torni a programmare un piano per i servizi alle dipendenze da un lato e dall’altro si faccia promotore di una iniziativa rivolta verso il Parlamento per dare un colpo alla criminalità organizzata a partire dalla legalizzazione della cannabis. A febbraio 2021 abbiamo scritto, inascoltati, al Prefetto di Roma per chiedere di aprire gli Osservatori territoriali per la Sicurezza alla società civile e al terzo settore. Come dimostrano i fatti, senza un coinvolgimento più ampio questi organismi sono del tutto inefficaci nel dare maggiore sicurezza ai cittadini”.

Roma, 30 marzo 2022

Al Pigneto no a telecamere, sì a un modello di sicurezza integrata
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