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PILLOLA DEL GIORNO DOPO, LA PROCURA DI ROMA CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE

‘Dopo cinque mesi di indagine, la Procura di Roma, pur dando atto del particolare valore morale e sociale della nostra iniziativa, ha deciso di chiedere al Giudice per le Indagini Preliminari l’archiviazione dell’esposto presentato dall’Associazione Radicali Roma contro quei medici che, appellandosi alla obiezione di coscienza, si sono rifiutati di prescrivere la c.d. “pillola del giorno dopo” ad una ragazza che ne aveva fatto urgente richiesta.. Nella richiesta di archiviazione la Procura di Roma rileva che:-

dalle indagini espletate risulterebbe che l’omesso rilascio di idonea ricetta medica necessaria all’assunzione del farmaco in questione non può essere ascritto, nel caso di specie, ad una precisa e diretta responsabilità dei medici in quel momento di turno nel reparto di Ginecologia del Policlinico Umberto I° e del San Giovanni di Roma, bensì ad una decisione presa dal personale paramedico (la cui identità è rimasta ignota) al quale la ragazza si era in quel momento rivolta; anche qualora il rifiuto della prescrizione fosse riconducibile al medico di turno in persona e pur in presenza, quindi, di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie di cui all’art. 328 c.p. (omissione d’atti d’ufficio), il comportamento del personale medico- sanitario non sarebbe comunque punibile atteso che, allo stato attuale, la scienza medica non può in alcun modo escludere con assoluta certezza un eventuale effetto abortivo riconducibile all’assunzione della c.d. “pillola del giorno dopo”sicché il richiamo alla obiezione di coscienza così come disciplinata dalla legge sull’aborto (194/78) rappresenterebbe il legittimo esercizio di un diritto, perlomeno sotto il profilo putativo.Sempre nella richiesta di archiviazione, la Procura di Roma, evidentemente consapevole dei gravi disagi che comporta per le donne la mancata prescrizione del Norlevo, precisa inoltre che sulla materia sarebbe opportuno l’intervento risolutivo del legislatore.La decisione degli organi inquirenti, così motivata, rimane per noi inaccettabile soprattutto nella parte in cui definisce “legittimo” il richiamo del medico all’obiezione di coscienza così come disciplinata dalla legge sull’aborto e questo perché l’esame sistematico della regolamentazione dettata dalla L. 194/78 induce a ritenere quale effetto interruttivo della gravidanza quello che interviene in una fase successiva all’annidamento dell’ovulo nell’utero materno, mentre la c.d. “pillola del giorno dopo” agisce con effetti contraccettivi in un momento anteriore al predetto innesto (altrimenti non si spiegherebbe perché il Norlevo sia ricompreso tra i “contraccettivi d’emergenza” e non tra gli “abortivi”). Per questi motivi, come Associazione Radicali Roma, presenteremo presto formale opposizione alla predetta richiesta di archiviazione chiedendo al Giudice per le Indagini Preliminari la prosecuzione delle indagini preliminari o, in subordine, che il PM formuli l’imputazione rinviando a giudizio i medici obiettori di coscienza .’

 

 

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