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Prg, atto finale

Il nuovo Piano Regolatore di Roma giunge all’atto finale dopo un lungo confronto tra l’amministrazione, i cittadini e le categorie interessate.

IL TAVOLO – Sono iniziati oggi, nella sede dell’assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio, i lavori della conferenza di co-pianificazione per la definitiva approvazione del nuovo Prg. L’obiettivo è di individuare gli adeguamenti che rendano il Piano compatibile con la pianificazione territoriale regionale e statale, in particolare con il Piano Regolatore della Regione.
L’assessore all’Urbanistica del Campidoglio, Roberto Morassut, ha spiegato che “grazie alla contestuale adozione del Ptpr (paesistico), da parte della Regione, e del Piano territoriale della Provincia, per la prima volta Roma e la sua area metropolitana avranno gli strumenti urbanistici paesistici e di coordinamento metropolitano coerenti e combacianti. Un modello di governo – ha concluso Morassut – che ha contribuito alla crescita della Capitale”.

LE SCADENZE – A partire da oggi i partecipanti alla conferenza hanno 60 giorni di tempo per predisporre uno schema di accordo di pianificazione, che entro i 30 successivi deve essere sottoscritto dal sindaco di Roma Walter Veltroni e dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Quindi al massimo 120 giorni, compresi i primi 30 già trascorsi, e dopo quarant’anni la Capitale avrà nuove regole e linee guida per orientare il suo sviluppo urbanistico.

COSA CAMBIA – La filosofia del nuovo Prg è innanzitutto qualitativa: tutela dell’ambiente e della storia, dotazione di servizi e funzioni per le periferie, vie di comunicazione. Gran parte dei lavori è già in attuazione. Tra gli esempi più significativi i programmi di recupero e riqualificazione delle ex borgate abusive, che nel complesso riguardano quasi 1 milione di cittadini. Anche 10 delle 18 centralità previste dal piano sono in corso di realizzazione. Il Prg inoltre, comprende tutti i piani dell’Edilizia economica e popolare e sono in via di attuazione la maggior parte delle compensazioni previste dal Piano delle certezze.

LA PROVINCIA – L’amministrazione provinciale intanto ha terminato l’elaborazione dello schema di Piano territoriale provinciale di coordinamento. Sul fronte del verde, il Piano delle certezze, già dal 2004, ha stabilito che circa 87.700 ettari, quasi due terzi del territorio romano, non sono edificabili; decine di migliaia di ettari di zone agricole sono quindi state poste sotto tutela e la metà circa di questa superficie (41mila ettari) costituisce buona parte dei 19 parchi istituiti nell’area romana.

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