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QUESTIONE MORALE.

Non sappiamo se per davvero qualcuno nel centrosinistra abbia attivamente e truffaldinamente aiutato Alessandra Mussolini a raccogliere le firme necessarie per poter svolgere, alle prossime elezioni regionali, un’azione di disturbo nei confronti del centrodestra. Ci auguriamo davvero che non sia vero, anche se tutta Italia sa che, da tutte le parti, questo giochetto è avvenuto in passato (era del resto il motivo che spinse i radicali a denunciare una condizione di illegalità e a chiedere ospitalità). Se però fosse vero, si tratterebbe di un errore madornale, un po’ come fare un buco nella barca in cui si viaggia per far dispetto al compagno di viaggio. La barca su cui sono tutti i partiti è il bipolarismo. Riformarlo si può, affondarlo non si deve. E aiutare una lista anti-bipolare e anti-sistema a inceppare il bipolarismo solo per fregare l’altro polo equivale a un tentativo di auto-affondamento.
Dimentichiamo la questione morale: la Mussolini si accompagna – per necessità elettorali, crediamo – con tizi che hanno fatto del negazionismo sull’Olocausto e dell’antisemitismo lo scopo della loro azione politica. La sinistra dovrebbe fare di tutto per impedire che entrino nei consigli regionali, non il contrario. Dimentichiamo pure la questione politica: se passa il principio che il nemico del mio nemico è mio amico, se si finisce per non capire che la svolta di Fini sul fascismo è un bene per tutti e per l’Italia, e che i nostalgici del Duce vanno isolati, diventa poi difficile dire – come pure ha detto Marrazzo – che il proprio schieramento è antifascista e quello di Storace no.
Restiamo invece alla questione del bipolarismo e di come lo si difende. E ricordiamo al centrosinistra che ha di recente rifiutato ospitalità alle liste radicali sulla base di questo ragionamento: dovete dirci con chi state, dovete aderire se non al programma quantomeno allo scopo ultimo, che è quello di rovesciare Berlusconi. Si è chiesta cioè a Pannella una scelta di campo in nome del bipolarismo. La Mussolini, invece, chiede voti contro il bipolarismo, dichiara esplicitamente che vuole sabotarlo, e ci sentiamo francamente di escludere che, se un giorno vi volesse rientrare, lo farà dalla parte del centrosinistra. Dunque, quale sarebbe la logica di un soccorso rosso? Per un pugno di voti in più, vale la pena di dannarsi l’anima?

QUESTIONE MORALE.
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