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RADICALI ROMA: Arriva il decentramento partitocratico!

La proposta di (contro) riformare l’elezione dei Presidenti dei 19 Municipi di Roma e dei relativi Consigli si basa, su un sistema che prevede liste dei Presidenti ‘bloccate’, senza la possibilità di esprimere un voto di preferenza. Quale sono quindi le nefaste conseguenze di questa proposta? 1. Con primarie ‘barzelletta’ a livello di quartiere, dove la partecipazione sarà marginale, il candidato Presidente di fatto viene scelto dai partiti e non dai cittadini come si vorrebbe far credere. 2. Con liste ‘bloccate’ dove scompare il voto di preferenza, il cittadino elettore quando si recherà alle urne non potrà più con il proprio voto scegliere chi eleggere nel Consiglio Municipale, ma si dovrà limitare a ratificare una lista di eletti scelti dalle segreterie di partito. Inutile sottolineare che questo sistema comporterebbe l’assoluta impossibilità di candidarsi per coloro, che nella vita non hanno fatto il lecca piedi del partito x o y. 3. Dulcis in fundo, la riforma prevede l’aumento dei consiglieri da 25 a 30 per ogni Municipio e l’aumento degli assessori da 4 a 6. Facendo un rapido calcolo, nei 19 Municipi si passerà da 475 a 570 consiglieri (+95) e da 76 a 114 gli assessori (+38). Considerando che, un consigliere municipale percepisce mensilmente 1200 euro e un’assessore circa 2200 euro, ogni anno questa riforma costerà ai cittadini romani 2.371.200 euro. Tutto ciò è da respingere con forza. L’associazione ‘Radicali Roma’ invita tutti i cittadini romani a manifestare democraticamente il proprio dissenso e annuncia una mobilitazione su tutto il territorio per impedire che la proposta venga approvata.

RADICALI ROMA: Arriva il decentramento partitocratico!
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