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Radicali Roma: incompatibilità, caso Gigli

• Dichiarazione di Diego Sabatinelli e Alessandro Gerardi

L’on. Rodolfo Gigli evidentemente è stato informato male: il singolo amministratore che versa in una causa di incompatibilità non è libero di scegliere quando è giunto il momento di dimettersi, magari in base ad una sua personale ed insindacabile valutazione di opportunità. La legge infatti prescrive che la cessazione dalle funzioni – di deputato o di consigliere regionale – deve aver luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di incompatibilità, il che nel caso di Gigli voleva dire entro fine maggio. Siamo a settembre inoltrato, invece, e Gigli continua ancora ad esercitare entrambi i mandati, di deputato e di consigliere regionale, con evidente sprezzo della legge e della Costituzione e per di più nella totale indifferenza degli organi amministrativi deputati ai necessari controlli (Consiglio Regionale e Prefetto). Stando così le cose, la speranza in un tempestivo ripristino della legalità costituzionale violata può passare solo attraverso l’azione popolare promossa dall’Associazione RadicaliRoma grazie alla quale il giorno 21 ottobre 2005 si terrà l’udienza collegiale volta appunto a far decadere l’ex esponente di Forza Italia nel viterbese dalla carica di consigliere regionale.

Radicali Roma: incompatibilità, caso Gigli
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