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Regione, Standard&Poor's conferma il rating

L’agenzia Standard & Poor’s conferma il rating della Regione Lazio a ‘BBB’, con ”prospettive stabili”. S&P inoltre ha rimosso il rating della Regione Lazio dalla sorveglianza con implicazioni negative (CreditWatch negative), iniziata il 10 novembre 2006.

“Il rating della Regione Lazio – fa sapere l’agenzia – riflette l’intervento straordinario dello Stato, l’impegno della giunta regionale a promuovere maggiore trasparenza ed efficienza dei processi di programmazione e controllo, e, la prospettiva di un ritorno all’equilibrio del settore sanitario nel 2010 come da piano di risanamento. A questo si aggiunge l’importanza economica della Regione nell’economia nazionale”.

Tuttavia ”sul merito di credito gravano le deficienze gestionali e documentali del settore sanitario laziale, la riduzione della flessibilita’ tributaria residua della regione, e, l’incremento improvviso del debito finanziario consolidato a seguito del ricorso a costose cartolarizzazioni di debiti commerciali sanitari con delegazione di debito alla Regione”.

Per quanto riguarda l’indicazione sulle ”prospettive stabili”, esse ”riflettono l’intervento straordinario dello Stato e l’assicurazione di un monitoraggio continuo degli stati d’avanzamento del piano sanitario”. Riflettono inoltre ”l’impegno della dirigenza regionale – sottolinea S&P – a portare a termine l’estinzione anticipata del debito sanitario transatto, la verifica e la liquidazione del debito sanitario non transatto, e, l’implementazione del piano di risanamento sanitario”.

Standard & Poor’s calcola che ”il debito sanitario complessivo della regione e’ stimato a circa 9,4 miliardi di euro, e si compone di cartolarizzazioni (ovvero debito sanitario già rinegoziato con delegazione di debito alla Regione) e da debiti sanitari delle aziende stimati a 3,7 miliardi di euro, la cui quantificazione e’ sospesa alla verifica in atto che si concludera’ entro giugno 2007”. ”Sulla base delle stime disponibili – aggiunge – il debito consolidato della regione si attesta a 113% delle entrate complessive nel 2006, un livello che eccede largamente la media delle regioni italiane”.