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«Ritocchi? Sì Ma a queste condizioni»

«La legge sull’aborto non è per noi radicali né un totem né un tabù», ha detto ieri Marco Cappato. E infatti il partito di Marco Pannella ha depositato alla Camera una proposta di legge per modificare la 194. Punti salienti: l’apertura anche alle strutture private della pratica abortista, tempi più snelli per le pratiche burocratiche e introduzione dell’uso della pillola RU486 come metodo di interruzione della gravidanza senza intervento chirurgico. Insomma per i radicali se si deve modificare la legge perché le tecniche mediche consentono la sopravvivenza dei feti molto piccoli, vanno introdotte anche le novità medico-scientifiche che rendono l’aborto meno invasivo e più rapido anche per la donna. «Non credo che si debbano ridurre i tempi per l’aborto terapeutico – spiega la segretaria Rita Bernardini -. Secondo Ferrara e Ruini il grembo materno è solo un contenitore fino a quando è necessario; poi ci sono loro pronti ad accogliere amorevolmente la nuova vita. È la donna che hanno in odio. E con molta disinvoltura e sempre “per amore” vogliono imporre alla donna di generare bambini gravemente disabili, anche se questo rischia di farle impazzire e di riservare una vita d’inferno al bambino che nascerà con handicap che Ferrara e Ruini non sopporterebbero nemmeno per un minuto».

 

«Ritocchi? Sì Ma a queste condizioni»
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