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"Se si è indigenti, occupare casa non è reato"

Se si è in stato di necessità, occupare una casa non è reato. Lo ha deciso la Cassazione, che inserisce il ”diritto all’abitazione” tra i ”beni primari collegati alla personalita’ ” che meritano di essere annoverati tra i diritti fondamentali della persona (tutelati dall’articolo 2 della Costituzione). Dunque i giudici supremi ritengono che l’occupazione abusiva di un alloggio, da parte di una persona indigente e in stato di necessita’, possa ritenersi ”giustificata” e non portare alla condanna penale.

CONDANNA ANNULLATA – E’ così che è stata annullata con rinvio la condanna per occupazione abusiva di una casa dello Iacp inflitta a una donna dal tribunale e dalla Corte d’Appello di Roma. Giuseppa D.A., 39 anni, sola e con un figlio a carico aveva fatto ricorso alla Cassazione contestando la legittimita’ dei 600 euro di multa che le erano stati comminati in primo grado con sentenza del 4 febbraio 2005, e in secondo grado con decisione del 1 dicembre 2006. La Cassazione le ha dato ragione e ha ritenuto ”fondato” il suo reclamo. Spiega la Seconda sezione penale di piazza Cavour, (sentenza 35580) che ”rientrano nel concetto di ‘danno grave alla persona’ non solo la lesione della vita o dell’integrita’ fisica, ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona.

LA REAZIONE – Subito coglie la palla al balzo Sandro Medici, presidente del X Municipio, che in passato si era reso protagonista di confische di alloggi vuoti e inutilizzati in favore dei più indigenti. Ora può cantare vittoria: “Le amministrazioni hanno piena legittimità di requisire case sfitte per assegnarle a famiglie sfrattate. Non c’è nessun abuso d’ufficio”.

"Se si è indigenti, occupare casa non è reato"
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