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Servizi locali, il Tpl è la vera patata bollente

Le ripetute critiche dell’Authority di regolazione dei servizi locali. Le continue disfunzioni sulle tre ferrovie metropolitane (Roma-Lido, Roma-Pantano e Roma-Viterbo). Le carenze della Tevere Tpl e il malcontento dei suoi lavoratori. Senza dimenticare la divisione ancora nebulosa di competenze tra l’Atac, che dovrebbe fare da cabina di regia, e i suoi operatori, Trambus e Met.Ro. E ancora le carenze infrastrutturali, le corse che non ce la fanno a passare puntuali, il numero di veicoli privati che cresce costantemente.

Il Tpl è uno dei nodi più delicati, la patata bollente che gli amministratori romani dovranno maneggiare nei prossimi mesi. Con alcuni contratti di servizio che stanno per scadere e il Ddl Lanzillotta all’orizzonte. “C’è un piano industriale da rivedere – dice l’assessore al Bilancio Marco Causi a margine del convegno di Confservizi sul peso economico delle public utilities – Di certo Roma deve avvicinarsi all’assetto delle altre aree metropolitane europee: due gestori che convivono, uno comunale che copre la città consolidata, l’altro regionale che si occupa dell’area metropolitana. E’ uno schema che funziona ovunque. Anzi, in altre capitali l’autorità sui trasporti è regionale”.

“L’Autorità di controllo ha dato un giudizio con luci e ombre – spiega invece Fulvio Vento, presidente Atac, a RomaOne.it – Ma sinceramente non capisco quel riferimento agli autobus troppo vuoti. Vedo ogni giorno tutti i problemi tranne questo”. Sulla situazione della Tevere Tpl, i problemi di manutenzione e i sub-appalti a catena per i trasporti di periferia, Vento chiosa: “Partiranno presto i controlli e nel caso di carenze inizieremo ad applicare le penali. Il contratto di servizio con loro scade nel 2008, magari ci saranno da rivedere le cifre del bando, ma adesso non possono dire di avere avuto pochi soldi; avrebbero dovuto pensarci prima e non partecipare alla gara”. Intanto l’assessore alla Mobilità Mauro Calamante punta a un riordino delle competenze, da scindere in tre tronconi ben definiti: la gestione del patrimonio; il controllo e la regolazione; l’erogazione del servizio.

Ma Vento, nella sua relazione al convegno, ci tiene comunque a precisare che il Tpl romano ha fatto passi da gigante: “Trasportiamo un miliardo e 100mln di passeggeri l’anno. E finalmente, grazie alla fusione con la Sta, siamo un cervello in cui i due emisferi pensano alla mobilità pubblica e a quella privata in modo coordinato. Noi creiamo occupazione e il settore tecnologico ci aiuterà tantissimo in tal senso”. Secondo Vento, “le liberalizzazioni vanno fatte ma le nostre aziende sono nanerottoli in Europa; devono crescere. Con 90 aziende il Comune di Roma non va da nessuna parte”. Infine, la questione importante del costo del lavoro. “Le nostre sono società in cui gli stipendi pesano per il 70% delle spese – chiude Vento – ma la concorrenza abbatterà il costo del lavoro e allora ci vorranno forti clausole sociali di protezione”.

Il presidente Met.Ro., Stefano Bianchi, porta dal canto suo ottimi risultati in termini di crescita della produzione nell’ultimo quinquennio. Ma si mostra preoccupato per la lievitazione del costo dei materiali (+57% dal 2001 al 2006). E lancia un allarme: “Fra quattro mesi la mia azienda dovrà prepararsi per la gara di aggiudicazione del servizio che partirà nel 2008 (il bando riguarda anche Cotral e ferrovie regionali, ndr). Io non sono preoccupato di poter stare sul mercato, ma siamo sicuri che il mio committente sia in grado di creare le condizioni per la realizzabilità di quella gara? L’ente è pronto a scommettere su noi e su questa gara?”. Il bando in teoria dovrebbe essere pronto a giugno. Secondo Bianchi, però, mancano ancora alcune coordinate fondamentali: il numero di vetture/km, i criteri di qualità, il livello dei prezzi: “Chiedo un sostegno dal Campidoglio”.

A proposito della Tevere Tpl, il presidente di Confservizi Lazio Giuseppe Labarile, che spesso lavora gomito a gomito con Causi, dice a RomaOne.it: “Il Campidoglio sta riflettendo su un modello di riorganizzazione del trasporto locale. Siamo solo all’inizio di questo processo e le conclusioni dovranno pure essere compatibili con ciò che verrà dal governo. Si critica Roma per aver fatto l’in house con Trambus e poi ci si lamenta della gara per la Tevere. Per fare concorrenza serve controllo e regolazione – conclude Labarile – Se non c’è controllo il servizio peggiora e lievitano i costi per le amministrazioni”.

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