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"Siamo noi i veri riformisti"

  I riformisti del centrosinistra siamo noi. Lo spiega Giacomo Mancini Jr., deputato della Rnp e coordinatore per lo Sdi della Costituente socialista.
 
Onorevole Mancini, come vi apprestate ad affrontare que­sta nuova fase della Costituente socialista?
“Mi sembra che l’appuntamento di sabato sia stato un grande successo con una partecipazione incredibile. I compagni che hanno seguito questo appuntamento sono stati attenti ai nostri interventi che hanno dimostrato come il socialismo del terzo millennio sia quello di giovani dirigenti preparati, capaci ed intelligenti che ambiscono ad essere protagonisti delle scelte di oggi e di domani. Chi ci dipinge come reduci ed ex com­battenti del passato, è stato ampiamente smentito. Noi socia­listi siamo orgogliosi della nostra storia centenaria. Con la manifestazione di sabato abbiamo tratto l’auspicio che le pagine più belle di quella storia gloriosa ancora le dobbiamo scrivere”.
 
Quale rapporto avete con i radicali?
“Abbiamo ancora tanti punti in comune. Abbiamo consentito  al  centrosinistra di vincere le elezioni alla Camera. L’attuale fase di Governo è difficile anche a causa di questa eterogeneità della coalizione di cen­trosinistra nella quale prevalgono i conser­vatorismi  della  sinistra massimalista e dove sono presenti degli atteggiamenti cle­ricali che si vedono, si sentono e si tocca­no in ampi settori del Partito democratico. Questa realtà delle cose evidenzia la neces­sità di creare un forte soggetto socialista, riformatore, laico, che faccia quello che fanno tutti i partiti socialisti nelle grandi democrazie europee. Io ritengo che in questo percorso ci stiano bene i socialisti, coloro che si richia­mano al socialismo europeo, l’ambientalismo riformatore e la presenza radicale”.
 
Che tipo di rapporto pensate di avere con la Sinistra democratica dopo gli attriti che avete avuto negli anni di tangentopoli con molti degli esponenti di questo partito?
“Se guardiamo indietro commettiamo un errore. Sui problemi della giustizia e dell’amministrazione della giustizia, noi socialisti dello Sdi siamo stati, in quel frangente ed oggi, gli unici ad alzare la voce in difesa delle garanzie degli individui. Il Partito socialista del nuovo millennio deve portare avanti le battaglie di un garantismo vero e non di convenienza come fanno molti partiti della politica italiana”.
 
Quali sono i vostri rapporti con Prodi?
“Noi vorremmo che si facesse di più nell’interesse delle donne e degli uomini che non si coprono dietro le grandi cor­porazioni. Vogliamo che il Governo fosse più puntuale nella creazione di nuovi spazi e di nuovi diritti per tutti”.
 
Alla Costituente sono venuti alcuni esponenti fuoriusciti dal Pd. Cosa farete con loro?
“Cinzia Dato è una dirigente della Margherita che ha lasciato il suo partito sui temi della laicità. Noi vogliamo costruire una forza riformatrice. Noi siamo questo. Ed è ciò che oggi manca al centrosinistra”.
 

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