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Simona Bencini canta per la Rosa nel Pugno, la Rai la esclude dal Vaticano

Satana c’è, ed ha le fattezze di Emma Bonino. Alla bisogna il cattivissimo può vestirsi anche da Enrico Boselli (beh, in effetti, Pannella è un bel satanasso). Ed è evidente che non puoi pretendere di cantare sia per Satana che per il Padre eterno, no? Così, almeno, la pensano in Rai. La scusa ufficiale, abbastanza comica, è la par condicio, che ormai ha varcato le soglie del Tevere, e si è adagiata in mezzo a piazza San Pietro, al cospetto del sommo pontefice, Benedetto XVI, e di circa 50 mila papaboys e papagirls. Vittima questa volta di questa diabolica concezione della par condicio è Simona Bencini, già vocalist dei Dirotta su Cuba (non sarà mica comunista?), che ieri doveva cantare davanti al Papa per la gran festa dei giovani in piazza San Pietro, trasmessa, appunto, dalla Rai. Avrebbe dovuto cantare E ti vengo a cercare, di Franco Battiato, che parla, come tutti sanno, d’amore in senso molto casto ed universale. E invece: njet. E arrivato un fax della Rai che annullava l’impegno  della cantante fiorentina (a parte lei, la manifestazione papesca, trasmessa in diretta su Raiuno da A sua immagine, programma di informazione religiosa, vede la presenza, tra gli altri, di Povia, di Ron, Nicolò Agliardi, mentre «la suggestiva coreografia è realizzata dal maestro Renato Greco», come ci informano diligentemente le agenzie di stampa).
 
 Ma è il perché dell’esclusione della bella Simona il vero busillis di questa storia. Il fatto è che la cantante – vista all’ultimo festival di Sanremo – sempre ieri aveva in programma di cantare alla manifestazione elettorale della «Rosa nel Pugno» in piazza Navona… sapete, quelli che si battono per la laicità, per la fecondazione assistita e per la ricerca scientifica, insomma quelli che passano per feroci anticlericali e mangiapreti. Il che, se vuoi cantare al cospetto del pontefice, a viale Mazzini evidentemente è considerato violazione della par condicio. Tuttavia, è un’idea ben strana della par condicio, visto che Simona non è una candidata, nemmeno ha detto per chi voterà o se voterà, e si dice pure cattolica. La ragazza ovviamente è assolutamente sconcertata: «Mi dispiace molto. Non ho mai fatto dichiarazioni di voto. Non capisco questa esclusione. Ho solo spiegato a chi me lo chiedeva che sono per la tolleranza, rispetto il Papa ed Emma Bonino e che voglio solo cantare. Quando mi hanno detto che non potevo salire sul palco sono caduta dalle nuvole, mi pare assurdo. Che c’entra la par condicio con una canzone di Battiato che parla di amore?».
 
 La notizia dell’esclusione l’ha data Emma Bonino proprio dal palco messo su in piazza Navona. Poi insieme a Boselli è scesa dal palco ed ha accolto Simona abbracciandola. Lei poi ha cantato proprio la canzone esclusa dal Vaticano, cedendo successivamente il palco a Raiss, Andrea Mirò, Eugenio Bennato ed il dj-candidato Claudio Coccoluto. I commenti tra i vertici ed i militanti del partito della Rosa in Pugno sono furiosi. Daniele Capezzone si dice «esterrefatto e mortificato»: «Non credevo ci potesse essere una rappresaglia del genere». Marco Cappato, invece, dice una cosa molto semplice: «Simona, come noi, è convinta che si possa distinguere tra fede e politica. Ma per qualcuno evidentemente non è così».
 
 PS. Dal Papa c’è pure Povia (sì, quello dei piccioni monogami e antidivorzisti), e per par condicio a Povia sarebbe giusto persino far cantare, che so, i Sex Pistols.

Simona Bencini canta per la Rosa nel Pugno, la Rai la esclude dal Vaticano
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