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Telecamere in città, "misura contro i cittadini"

Sul tavolo ancora l’annoso dilemma privacy-sicurezza. Il parlamentare della Margherita Roberto Giachetti ha chiamato in causa il garante della privacy: “Cosa ne pensa delle 71 telecamere installate a Roma a presidio delle strade del centro?” A suscitare la reazione del parlamentare un articolo apparso sul quotidiano La Repubblica. “Mi chiedo se, in base alle normative vigenti sulla privacy – ha detto Giachetti – i romani non abbiano il diritto di essere avvisati della presenza di telecamere. Non è giustificabile una misura che tende essenzialmente a fare cassa, che lede la privacy dei cittadini e che non educa alla buona condotta sulle strade, ma serve soltanto come strumento fortemente punitivo”. Della stessa opinione i parlamentari Renzo Lusetti della Margherita e Loredana De Petris dei Verdi, i quali in una nota congiunta hanno fatto sapere che “se corrisponde al vero quanto riportato oggi dagli organi di stampa saremmo di fronte ad un’intollerabile misura ai danni dei cittadini”.

IL FATTO – Il sindaco ottiene i poteri speciali sul traffico e la città si riempie di telecamere vigile. Da maggio i 71 apparecchi presenti nella Capitale sono attivi 24 ore su 24. Giorno e notte monitorano il traffico senza farsi scappare la più piccola infrazione. Ben 110mila multe in 120 giorni, come riportato da La Repubblica, per il mancato rispetto delle corsie preferenziali di via Nazionale e di via dell’Amba Aradam.

PRIMA E DOPO – Le prime telecamere, posizionate in occasione del Giubileo, venivano utilizzate per la sicurezza e per controllare i grandi flussi. Dalla primavera di quest’anno sono diventate valido strumento di supporto ai vigili urbani per emettere sanzioni. Agli occhi elettronici non sfugge nulla: controllano vie, incroci, corsie preferenziali, strisce, doppie file. E il comandante dei vigili urbani lancia un appello a tutti i cittadini: “Romani siate più attenti”.

Telecamere in città, "misura contro i cittadini"
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